Germanwings, "8 minuti senza mayday: era già successo". Così Purgatori in esclusiva a IntelligoNews

25 marzo 2015, Andrea De Angelis
Nulla di strano, anzi è un film già visto. Per Andrea Purgatori, esperto di stragismo e di Ustica, gli otto minuti senza mayday dell’airbus tedesco non sono un mistero. Nell’intervista a IntelligoNews il giornalista e sceneggiatore italiano ha anche paventato l’ipotesi che i passeggeri non fossero coscienti al momento dell’impatto…».

Germanwings, '8 minuti senza mayday: era già successo'. Così Purgatori in esclusiva a IntelligoNews
L’aereo precipita per 8 minuti, ma i piloti non lanciano l’allarme. Cosa è accaduto?

«Gli 8 minuti di silenzio sono una costante che abbiamo visto anche in altri incidenti analoghi. Penso a quello dell’Air France precipitato nell’Oceano che andava da Rio a Parigi dove per parecchi minuti non comunicarono alcun allarme. Il motivo di allora e di ieri è l’impegno massimo dei piloti nel cercare di rimettere l’aereo in una condizione di normalità di volo. Quando quella è la prima preoccupazione dare l’allarme è secondario. Lo abbiamo visto anche negli incidenti malesi». 

Non la trova dunque una stranezza. 

«Assolutamente no, posto comunque che i piloti fossero coscienti. Se infatti si è avuta una improvvisa depressurizzazione della cabina, può darsi che non abbiano avuto il tempo di indossare la maschera dell’ossigeno rimanendo storditi o addirittura svenendo. Questa è un’altra possibilità e già si è verificata in passato». 

Lo stesso vale anche per i passeggeri?

«Sicuramente, anzi probabilmente non hanno avuto la possibilità di indossare immediatamente le maschere. Poi dipende da come tutto è avvenuto perché se è stata una dinamica lenta il tempo è assolutamente sufficiente. Se invece è improvvisa come l’esplosione di un finestrino o l’apertura di un portellone lì probabilmente il tempo non c’è».

Germanwings, '8 minuti senza mayday: era già successo'. Così Purgatori in esclusiva a IntelligoNews
Può anche darsi che l’aereo sia stato manovrabile solo per alcuni degli 8 minuti?

«Certo, magari c’è stato margine di manovrabilità e poi raggiunta una quota troppo bassa non si è più riusciti a risalire ed evitare la montagna». 

Il fatto che la scatola nera risulti danneggiata è normale?

«Tutte le scatole nere di simili incidenti sono danneggiate, ma sono anche costruite per resistere a urti anche ben più forti. Il danneggiamento esterno non incide sull’interno e sicuramente riusciranno a recuperare i dati. Bisognerà vedere se troveranno entrambe le scatole, per ora siamo fermi ad una».

Resta in piedi, seppur remota, la pista terroristica. Lei si sente di escluderla?

«Finché non c’è una ricostruzione precisa non si può escludere nulla, ma francamente la metterei proprio in fondo alla lista delle ipotesi. Non c’è nessuna rivendicazione».
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