Animali pignorabili, Realacci (Pd): "Cosa ci ha detto il ministro Orlando. Il merito di Tessa Gelisio"

25 marzo 2015, Orietta Giorgio
Animali pignorabili, Realacci (Pd): 'Cosa ci ha detto il ministro Orlando. Il merito di Tessa Gelisio'
Mai più animali d’affezione come beni pignorabili, questo l’intento. Il primo comma dell’articolo 514 del codice di procedura civile, prevede la pignorabilità degli animali da compagnia e domestici, quindi esseri senzienti, quali gatti e cani, sono considerati alla stregua di oggetti e beni immobili. Al ministro della Giustizia Andrea Orlando, pochi giorni fa, sono state presentate oltre 100mila firme affinché si intervenga per mettere fine ad una pratica “incivile”. IntelligoNews ha raccolto il commento di Ermete Relacci, presidente della Commissione Ambiente della Camera

Gli animali domestici come beni pignorabili, sta cambiando qualcosa? 

“Io spero che siamo veramente in dirittura d’arrivo, la Campagna ha avuto un grande successo, onore e merito a Tessa Gelisio, presidente di ForPlanet onlus, che ha animato questa campagna con #giùlezampe insieme alla Lega per la difesa del cane, sono state raccolte oltre 110mila firme. Segno anche del fatto che questa norma, che esiste ancora nel nostro codice, è una norma indifendibile per i cittadini, molti ignoravano anche che esistesse, ma purtroppo esiste la possibilità che quando si pignorano i beni per morosità fra questi beni come se fossero oggetti inanimati ci sono anche gli animali d’affezione, cani, gatti e quant’altro”

Cosa accadrà? Quale il vostro proposito? 

“La Campagna e la sensibilità che è cambiata nel corso degli anni ha fatto finire quasi in disuso questa norma ma il problema è abrogarla definitivamente. Il ministro Orlando, quando sono state consegnate le firme, ci ha confermato che è stato raggiunto un accordo con il ministero dell’Ambiente per formulare una modifica al Codice che dovrebbe essere inserita nel collegato ambientale che attualmente è in discussione al Senato, già approvata alla Camera che metterà decisamente la parola fine a quest’assurdità, che non è degna di un grande Paese civile”.
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