Sciopero bancari per rinnovo del contratto di settore. Il problema: i soldi

25 marzo 2015, Luca Lippi
Sciopero bancari per rinnovo del contratto di settore. Il problema: i soldi
E’ di poche ore fa la rottura delle trattative fra ABI e bancari sul rinnovo del contratto di settore. 

L’obiettivo era di raggiungere un accordo entro il 31 marzo, ma le richieste dei rappresentanti sindacali e la posizione di Alessandro Profumo (capo del comitato sindacale di ABI) allontanerebbero ogni prospettiva di convergenza arrivando inevitabilmente allo sciopero di 48 ore minacciato. 

I termini del contrasto sono secondo Profumo i soldi, tuttavia su questo cercherà di trovare un punto d’incontro.

Di tutt’altro avviso, invece, sul mantenimento di 309 mila occupati. La controparte sindacale invece, rappresentata da Lando Maria Sileoni (segretario generale della Fabi) pretende tutela per gli occupati e soprattutto strappare rassicurazioni circa il “riciclaggio” di alcune figure professionali oltre il solito aumento degli stipendi.

 La disputa è sempre la stessa, nulla di nuovo, non c’è nessun clamore perché, tutto sommato, la categoria è percepita come una casta, anche grazie all’assimilazione di una categoria di lavoratori a quella assai meno ben vista dei banchieri. E’ necessario tuttavia dare un colpo al cerchio e uno alla botte. E’ indiscutibile che le banche godano di un’attenzione particolare da parte della politica, e rappresentano quella “finanza” che determina il malessere e il malumore di intere generazioni. 

E’ tuttavia un settore di traino necessario, che se ben coordinato con la politica consente di risolvere l’80% dei problemi del Paese tutelandone il conseguente stato di benessere. Riguardo ai bancari, invece, è una categoria di privilegiati da sempre, assai più degli impiegati pubblici! La più parte assunti per “chiamata diretta” (locuzione abusata dai banchieri per giustificare lo scambio di reciproche opportunità) assolutamente dequalificati e depotenziati. Non hanno più potere decisionale, lavorano in conformità a parametri prestabiliti quindi non è più necessaria alcuna competenza nell’istruttoria delle pratiche.

Le reti di vendita sono più che sufficienti e lavorano con Partita Iva, assistono il cliente con competenza e spesso lo seguono. La banca potrebbe trasformarsi serenamente in negozi, dove potere essere raggiunta dagli incapaci cronici dell’uso del computer. 

Per tutto il resto, Promotore Finanziario tutta la vita, almeno anche un “no” sarebbe offerto con competenza e gentilezza. Un addetto allo sportello costa poco (smettessero i sindacati di dipingere figure professionali inesistenti) un cassiere è un cassiere sia al supermercato, sia in macelleria sia in banca! Basterebbe togliere sta zavorra alle banche per evitare di dare soldi pubblici per snellire i loro bilanci.
autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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