Isis in Italia, Buonanno: "Chiudiamo le frontiere e riapriamo l'Asinara"

25 marzo 2015, Adriano Scianca
Isis in Italia, Buonanno: 'Chiudiamo le frontiere e riapriamo l'Asinara'
Una cellula di estremisti islamici che operava tra Italia e i Balcani è stata smantellata dalla polizia al termine di una lunga indagine. Per la prima volta persone vicino all'Isis vengono arrestate in Italia. “Quello che è successo a Tunisi può accadere domattina in qualsiasi città italiana”, commenta l'eurodeputato leghista Gianluca Buonanno intervistato da IntelligoNews. La soluzione dell'esponente del Carroccio? “Chiudiamo le frontiere e apriamo l'Asinara”. 

Buonanno, ha visto quest'inchiesta sulla cellula italo-albanese dell'Isis? 

«Quando l'abbiamo detto noi ci hanno risposto che eravamo matti, invece...». 

Invece?

«Invece questi sono già qua. Si stanno radicando. Quello che è successo a Tunisi può accadere domattina in qualsiasi città italiana. Purtroppo la politica del governo sull'immigrazione e sui tagli alle forze dell'ordine ha reso il nostro un Paese sempre meno controllato».

Alcuni degli arrestati sono immigrati di seconda generazioni con passaporto italiano. Quindi questa famosa integrazione non si è mai realizzata? 

«Hai voglia il sindaco Marino a dire che chi nasce qui è italiano... La realtà è che molti di loro odiano l'Occidente. Anche chi è già qui. Ci vedono come dei nemici. Dopo che è caduto l'aereo in Francia c'è chi su internet ha festeggiato. Quando ci fu l'11 settembre in molte fabbriche del nord a forte presenza immigrata c'era chi si è messo a urlare e non certo per il dispiacere. La verità è che l'integrazione è molto più complicata di come la vede certa gente. Molti della sinistra vivono nei salotti, hanno casa magari ai Parioli e per questo fanno ragionamenti fuori dalla realtà. Sa di cosa si discute oggi a Bruxelles?»

Di cosa? 

«Di “zingarofobia”. Ma la fobia è la paura di qualcosa che non esiste. Ma fatemi capire, questi sono tutta brava gente onesta e sono matto io, oppure le cose stanno come dico io e cioè che molti di loro – molti, non tutti – sono la feccia della società? Il nostro ormai è un Paese di matti». 

Ora però siamo nell'emergenza. Cosa fare nell'immediato? 

«Chiudere le frontiere. Ma lei sa che quando arriva un clandestino, se lui dice che non vuole che gli sia fatta la fototessera, non è possibile fotografarlo? Se uno arriva e dice di chiamarsi in un altro modo, nessuno controlla, scriviamo quello che ci dicono loro. Ma le sembra questo il modo di proteggere la nazione? All'Asinara c'è u carcere inutilizzato: bene, chi delinque mettiamolo lì, e poi vediamo. Dobbiamo difendere la nostra gente, e quando dico “la nostra gente” intendo anche gli extracomunitari che si comportano bene. A me non interessa il colore della pelle. Bisogna capire, però, che il vero razzismo, in Italia, nasce solo dal buonismo della sinistra».
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