In vino Veritas (et cultura): ddl in Senato per un'ora in classe "a recuperare l'identità". E l'olio?

25 marzo 2016 ore 10:25, Marta Moriconi
In vino veritas, ma non solo. E' anche cultura saper riconoscere un buon prodotto e saper capire un "succo" di qualità. Ci ha pensato Dario Stefano (Sel) componente della Commissione Agricoltura a provare il colpaccio culturale: si chiama ''Storia e civiltà del vino” la materia che vorrebbe insegnassero agli studenti della scuole secondarie di primo e secondo grado. Ci prova con un decreto legge che vuole trasformare la produzione di vino in storia dell'Italia. Per farlo ha bisogno che fin da piccoli si conosca l'uva e il vino, perchè proprio questi due elementi raccontano la cultura mediterranea. Un po' come succede in America latina dove a scuola si impara la musica popolare.
In vino Veritas (et cultura): ddl in Senato per un'ora in classe 'a recuperare l'identità'. E l'olio?
Con sei emendamenti del testo, si chiede al Miur di inserire nella programmazione dei corsi annuali, la didattica e la formazione dei docenti. Non ci sono costi che non siano un prossimo guadagno: i 12,4 milioni conteggiati per un'ora di insegnamento in aula alla settimana si possono trasformare in conoscenza del made in Italy, marketing e formazione specifica. Insomma un investimento che guarda al futuro dei ragazzi e del nostro Paese, che è insieme alla Francia il regno dell'euro-mediterraneo.
In classe si potrebbe imparare geografia dei vitigni; nascita e cura della vite, fermentazione, agraria rispetto al vino. E c'è anche il libro che ne parla. Basta formare i docenti opportunamente per Stefàno e se proprio il progetto non può partire subito, ben venga una prova, una classe sperimentale da "sottoporre" alla lezione già dal prossimo anno. Quali Regioni sarebbe opportuno inseriscano l'ora di vino? Beh, quasi tutte, pensiamo alla Sardegna, a quelle del nord Est a partire dal Veneto, a quelle del sud come la Puglia. 
Docenti dovrebbero diventare i laureati in Agraria, ma sul punto c'è ancora molto opacità.  
E poi varrebbe allora la pena inserire nuovi universitari, visto che la viticoltura, l'agraria ma anche l'enologia non possono certo essere comprese e apprese fino in fondo in un'ora di insegnamento a settimana...
E i detrattori chiedono: un’altra ora nell'orario settimanale quanto costa? E fa strano sentire un esponente di Sinistra e Libertà parlare di recuperare l'identità italiana "perché il vino fa parte della nostra storia". Anche le Chiese, la cultura cristiana, e tanti altri doni di natura lo sono, peccato che per un po' di tempo la cultura è stata ad appannaggio di uomini che hanno odiato la nostra storia, a favore dell'internazionalizzazione. Anche l'ora di religione cristiana faceva parte della nostra cultura, o no? 
Ma così è. Mentre esultano le associazioni, ''il vino è storia e tradizione e se studiato fin dalle scuole medie può formare i giovani al consumo moderato e portare alla riscoperta del gusto" per Paolo Castelletti, segretario generale Unione Italiana Vini, a noi lasciate qualche perplessità sul fatto di ridurre l'Italia al solo vino. C'è anche l'olio se è per questo e nessuno sta facendo niente per salvarlo. Troppe ore e lezioni potremmo dare e fare. 

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