Coldiretti sfodera il piano olivicolo nazionale, ma la Ue dei dazi zero che farà?

25 marzo 2016 ore 10:19, Luca Lippi
Se ne parla da dicembre scorso, un piano che ha lo scopo di mirare alla crescita produttiva alla sostenibilità ambientale e alla valorizzazione del made in Italy. Dopo la firma dell'accordo interprofessionale di filiera, lo step immediatamente successivo è l'approvazione del piano olivicolo nazionale, con 32 milioni di euro a favore del settore.
Cinque le misure previste dal piano, con le risorse da ripartire in tre anni, con 4 milioni di euro per l'anno 2015, e 14 milioni per ciascuno degli anni 2016 e 2017.
Gli obiettivi sono innanzitutto, nell'ambito produttivo, la crescita della produzione nazionale di olive e olio, il rinnovamento degli impianti e l'introduzione di nuovi sistemi colturali in grado di conciliare la sostenibilità ambientale con quella economica, per un totale di 9 milioni di euro nel triennio. Per la ricerca e quindi per il miglioramento dell'efficienza dell'olivicoltura italiana, le risorse assegnate sono pari a 3 milioni, mentre per la ricerca finalizzata alla difesa da organismi nocivi per l'olio, i finanziamenti sono pari a 4 milioni nell'arco dei tre anni.

Coldiretti sfodera il piano olivicolo nazionale, ma la Ue dei dazi zero che farà?

2,4 milioni di euro sono destinati alle iniziative di marketing per la valorizzazione del made in Italy e delle classi merceologiche di qualità superiore certificate dell'olio extravergine di oliva. 
La fetta più importante di risorse, 11,6 milioni di euro da qui alla fine del 2017, sono invece indirizzate al sostegno all'aggregazione e all'organizzazione economica degli operatori della filiera olivicola.  
Il presidente di Coldiretti (Roberto Moncalvo) accoglie l’approvazione (con leggero ritardo) dichiarando: “Con l’approvazione dei piano olivicolo nazionale si apre un percorso di crescita del vero Made in Italy nel mondo dove i consumi di extravergine sono praticamente raddoppiati in una sola generazione con un balzo del 73% negli ultimi 25 anni”. Prosegue Moncalvo a margine dell’annuncio del Ministro delle politiche agricole Maurizio Martina: “Facendo leva sul piano Olivicolo, che tra aiuta ad incrementare la produzione nazionale -sottolinea Moncalvo-, sarà possibile soddisfare la crescente fame d’Italia nei mercati internazionali e difendere i consumatori italiani e stranieri dal rischio degli inganni del falso Made in Italy”.
Il piano olivicolo nazionale destina risorse interessanti al settore per incrementare la produzione nazionale, sostenere attività di ricerca, stimolare il recupero varietale e la distintività a sostegno della competitività del settore.

Tuttavia, sempre Coldiretti contesta anche l'aumento di import a dazio zero autorizzato dall'Europarlamento fino al 2017. Parallelamente all'aumento delle importazioni extracomunitarie dalla Tunisia, in Italia nel 2015 sono quadruplicate le frodi nel settore degli oli e dei grassi, con un incremento record del 278 per cento rispetto all'anno precedente. Il rischio concreto in un anno importante per la ripresa dell'olivicoltura nazionale - commenta Coldiretti - è dunque il moltiplicarsi di frodi, con gli oli di oliva importati che vengono spesso mescolati con quelli nazionali, per acquisire, con le immagini in etichetta e sotto la copertura di marchi storici, una parvenza di italianità da sfruttare sui mercati, a danno dei produttori italiani e dei consumatori. Questo metterebbe in crisi un produttore su tre in Italia, e pur ricevendo il conforto di Emiliano (Presidente Regione Puglia) e il Ministro Lorenzin, la denuncia al momento rimane sospesa.
L’Europarlamento rischia di bagnare le polveri del piano olivicolo nazionale? 

autore / Luca Lippi
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