Banche, la via italiana delle Bcc: sconti alle aste ma la "capogruppo" fa paura?

25 marzo 2016 ore 10:28, Lucia Bigozzi
Le banche di credito cooperativo hanno una nuova “casa”. Montecitorio ha dato il via libera al decreto legge sulle banche che ha al primo punto la riforma del credito cooperativo ma anche una garanzia da parte dello Stato relativamente alle cartolarizzazioni dei crediti in sofferenza. Il dl è passato con 274 sì e 114 no. Adesso la “pratica” passa al Senato. In Aula è stata bagarre, col Movimento 5S a fare ostruzionismo, ma alla fine la Camera ha approvato e viste la “tagliola” del 15 aprile, data in cui il provvedimento deve essere approvato in via definitiva, c’è da ritenere che l’iter a Palazzo Madama sarà spedito e dunque non dovrebbero esserci ulteriori modifiche sostanziali. 
Ma cosa c’è nel “pacchetto banche”?. Vediamo in dettaglio i punti salienti. In inglese si chiama Way out, ovvero “stretta” ed è ritenuta dal governo che punta molto su questo provvedimento. Prevede che le banche contrarie ad “associarsi” in holding con in cassaforte un “tesoretto” netto che supera i 200 milioni al 31 dicembre, avranno 60 giorni dalla conversione definitiva della legge per decidere in via singola oppure insieme ad altri istituti di credito con le stesse caratteristiche (il target comunque è quello delle piccole banche) se fare istanza a Bankitalia per “assegnare” l'attività bancaria a una Spa. Il passaggio successivo è quello dello schema di una cooperativa che detiene il controllo della Spa, previo pagamento come imposta, del 20 per cento del patrimonio netto. 

Banche, la via italiana delle Bcc: sconti alle aste ma la 'capogruppo' fa paura?
La coop da parte sua dovrà cambiare la mission sociale e le riserve cosiddette indivisibili resteranno tali, sempre nella gestione da parte della cooperativa. Il decreto legge prevede inoltre il diritto di recesso dalla holding che per quegli istituti di credito che dopo avervi aderito, decidono di sganciarsi in una fase successiva. Le alternative sono solo due: liquidazione o trasformazione in Spa. Altra novità: la soglia di 1 miliardo di patrimonio per la holding capofila che al suo interno potrà contenere dei “sottogruppi” legati al territorio e a loro volta collegati all’azienda-madre da un contratto di coesione. Unica eccezione, è l’autonomia del gruppo Raiffeisen di Bolzano. Previsto anche un fondo ad hoc per accompagnare le banche di credito cooperativo nella fase di transizione. Novità anche per i risparmiatori: ad esempio chi acquista la prima casa all’asta avrà uno sconto sulla tasse di registro senza l’obbligo di rivendere l’edificio. Per chi, invece, paga le multe utilizzando il servizio home banking avrà uno sconto del 30 per cento se salda il debito entro 5 giorni. Infine, stop al pagamento degli interessi sugli interessi, anche sui finanziamenti a valere sulle carte cosiddette “revolving”. In pratica la norma prevede che gli interessi dovranno maturare in non meno di un anno e che gli interessi debitori a carico del cliente non possano “produrre interessi ulteriori” e che siano conteggiati al 31 dicembre ed esigibili da marzo dell'anno successivo.
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]