Musica 2.0: streaming supera download per la prima volta, ma è il vinile a stupire

25 marzo 2016 ore 11:03, Andrea De Angelis
Aprite bene le orecchie perché questi numeri indicano due cose ben precise. La prima è che lo streaming supera per la prima volta il download e dunque diventa assoluto protagonista del presente (e con ogni probabilità anche del prossimo futuro). La seconda è il costante aumento di coloro che ascoltano la musica. Non a caso le grandi aziende produttrici di smartphone aumentano costantemente l'attenzione per questo tipo di offerta agli utenti. 

Veniamo ai numeri. Negli Usa lo streaming online è diventata la maggiore fonte di guadagno per l'industria musicale sorpassando i proventi dei download digitali. Lo rende noto la Recording Industry Association of America (Riaa), secondo cui i proventi da servizi come Spotify, Apple Music e Pandora sono nel 2015 cresciuti del 29%, per un totale di 2,41 miliardi di dollari.
Un risultato, spiega l'Ansa, che per la prima volta supera la soglia dei 2 miliardi di dollari e che mostra un calo, per certi versi clamoroso, dei download scesi nel 2015 del 10%. Fermi a 2,3 miliardi di dollari subiscono dunque lo storico sorpasso dello streaming. Anche le vendite di dischi hanno subito una flessione generale del 10%, in realtà pari al 17% per quanto riguarda cd e dvd musicali. A compensare quella che può essere definita una vera e propria crisi ci ha pensato, altro dato sorprendente, il vecchio e inossidabile vinile che ha registrato un eccezionale +32%.

Musica 2.0: streaming supera download per la prima volta, ma è il vinile a stupire
La musica, dunque, vince. "L'industria musicale è oggi un business digitale che trae il 70% dei suoi proventi da una vasta schiera di piattaforme e formati - ha detto al Financial Times Cary Sherman, presidente e CEO della Riaa -. La quota dei ricavi da questi format digitali sorpassa quella di ogni altro comparto dell'industria dell'intrattenimento". Ma non è tutto oro quel che luccica. Lo stesso Sherman infatti sottolinea come i proventi per gli artisti non siano proporzionati ai ricavi generati dai pagamenti degli utenti di servizi streaming. "Sono necessarie delle riforme - afferma il CEO della Riaa - per livellare il sistema".


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