Terrorismo, nono espulso dall'Italia: il marocchino di Chieti che sognava la Siria

25 marzo 2016 ore 10:53, Lucia Bigozzi
Fuori dall’Italia. Decreto di espulsione: è scattato nei confronti di un marocchino di 37 anni che viveva in Abruzzo, a Chieti. Lo ha deciso il ministro dell’Interno Alfano che ha firmato il provvedimento a carico dell’uomo che in passato aveva svolto attività di coordinamento in qualità di presidente, nel centro islamico di preghiera della cittadina. Secondo quanto riferito dagli investigatori, per un periodo di tempo, l’africano ha svolto anche la funzione di guida spirituale per i fedeli musulmani. Poi da quell’incarico si era smarcato lo scorso anno a causa – sempre secondo gli investigatori – di un dissenso espressi dagli stessi fedeli musulmani rispetto alle sue posizioni considerate troppo “radicali”. L’uomo era da tempo sotto la lente di ingrandimento della Digos e il ministro Alfano ha è spiegato che “era noto come musulmano integralista ed è stato rifiutato dai fedeli. Monitorato dagli uomini della Digos, il marocchino ha più volte espresso l'intenzione di recarsi in Siria per combattere, imponeva precetti coranici rigidi in ambito familiare con pressioni psicologiche e maltrattamenti nei confronti anche della moglie marocchina. Così salgono a 75 gli espulsi, 9 dei quali nel 2016”. 

Terrorismo, nono espulso dall'Italia: il marocchino di Chieti che sognava la Siria
Nel solo 2015 sono state una sessantina le persone allontanate dal territorio nazionale per sospetti legami o collegamenti con il terrorismo di matrice jihadista. Lo scorso gennaio nove persone sono state espulse nonostante avessero tutte il “permesso di soggiorno, permesso che avevano da parecchi anni e residenti da anni in Italia”, aveva spiegato in quell’occasione lo stesso titolare del Viminale che poi aveva fornito le cifre complessive degli allontanamenti coatti dall’Italia dei cosiddetti “foreign fighters”: in tutto ne sono stati individuati 59. “Ovviamente non sto parlando di 59 presenti in Italia, ma di soggetti che hanno avuto in qualche modo a che fare con il nostro Paese. Quattordici sono già morti. Fra questi 5 sono italiani partiti per la Siria”, aveva sottolineato il ministro dell’Interno. Ieri l’ultima espulsione in ordine temporale, grazie anche al lavoro sottotraccia dei nostri servizi di Intelligence considerati tra i migliori a livello europeo. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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