Bruxelles, Patricia Rizzo ancora non torna. L'inferno dei genitori dal Dna al giro degli ospedali

25 marzo 2016 ore 10:42, Micaela Del Monte
C'è un'italiana che manca ancora all'appello, una donna che ancora risulta irreperibile dopo l'attentato di martedì mattina a Bruxelles. Patricia Rizzo, 48 anni, funzionaria italiana di un’agenzia della Commissione europea, secondo alcuni testimoni quella mattina era salita sulla linea 1del metro che raggiunge il quadrilatero dei palazzi delle istituzioni europee. La stessa dove è salito il kamikaze Khalid el Bakraoui.

Da allora i famigliari stanno tentando di rintracciarla e su Facebook è partito l'allarme. Patricia potrebbe però essere in uno dei due ospedali in cui sono in corso le complicate operazioni di identificazione dei feriti e delle vittime. Due infatti sono state le persone in coma identificate a diversi giorni dalla strage, i loro congiunti allora erano tornati a respirare dopo la notizia della sopravvivenza dei loro cari nonostante le ferite e i traumi riportati.
Bruxelles, Patricia Rizzo ancora non torna. L'inferno dei genitori dal Dna al giro degli ospedali
Così potrebbe essere anche per Patricia, perché di persone ancora da identificare ce ne sono ancora tante negli ospedali e questo perché in molti ancora sono incoscienti o sfigurati. Per questo motivo le autorità belghe hanno chiesto ai parenti della Rizzo di presentare il Dna. Per questo motivo papà Gaetano e mamma Carmela sono arrivati all’ospedale militare Koning Astrid dove hanno portato i feriti che si trovavano nella metro di Maelbeek e si sono sottoposti all’esame del Dna. Il riconoscimento deve essere confermato dalla procura, e questo non è ancora avvenuto, due giorni dopo, né per Patricia Rizzo, né per diverse altre vittime degli attentati, per i cui parenti e amici continua l'angosciosa attesa. Così come quelle di molti altri passeggeri, di diverse nazionalità. Una ventina dei quali sono morti, mentre molti di più sono ricoverati in pessime condizioni."Non possiamo permetterci errori nell’identificazione delle vittime", hanno stabilito le autorità. E il lavoro di riconoscimento, tra i vivi e tra i morti, procede con una lentezza atroce. Non resta che aspettare ed è quello che fanno, con disperata determinazione, i due genitori, i cugini, il figlio diciassettenne, il marito separato, che giovedì ha messo sul suo profilo Facebook un’immagine serena: quella del loro matrimonio.

I giorni passano e la speranza di rivedere Patricia si fa sempre più vana, i genitori però ci credono e attendono una risposta dal Dna e dalle autorità di Bruxelles. A restare fermi ad aspettare però non se ne parla, meglio girare per le stanze e le sale d'attesa degli ospedali alla ricerca di notizie, alla ricerca di Patricia . D'altronde la signora Rizzo non può essere sparita nel nulla.
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