Il ricambio va di moda, via Giornetti da Ferragamo: né il primo, né l'ultimo?

25 marzo 2016 ore 11:20, Micaela Del Monte
Un fulmine a ciel sereno o una scelta ponderata e condivisa? Ancora non ci è dato saperlo ma l'addio di Massimiliano Giornetti a Salvatore Ferragamo ha mandato in subbuglio tutto il mondo della moda. Così dopo l'arrivo inaspettato di Bouchra Jarrar da Lanvin, quello già discusso di Justin'O Shea da Brioni e i nuovi rumors sul possibile passaggio di testimone dell'era post Raf Simonsa con Jonathan Saunders nuovo direttore creativo di Dior, tocca anche a Ferragamo.

Il ricambio va di moda, via Giornetti da Ferragamo: né il primo, né l'ultimo?
Giornetti era arrivato nella casa di moda nel 2000 come designer dell’abbigliamento uomo. Dal 2011 Giornetti aveva assunto la direzione creativa del brand: fedele ai codici del fondatore della Maison, negli anni ha saputo costruire una sua personale grammatica fatta di uno stile riconoscibile, di eleganza Made in Italy e di tradizione. Dal 2011 Giornetti aveva assunto la direzione creativa del brand.  Michele Norsa, amministratore delegato del gruppo Ferragamo, ha commentato: "Coglieremo questa opportunità per rivisitare il nostro approccio alla creatività. Negli anni l'azienda ha scoperto e sostenuto tanti giovani talenti ed oggi può contare su un eccellente team creativo interno". Largo alle fresche forze interne che permettono anche lauti risparmi? 

Per ora sembra chiaro che il 2015 prima e il 2016 poi saranno ricordati come gli anni dei continui cambi ai vertici creativi e non solo. L'anno passato, infatti, è accaduto anche che storici stilisti lasciassero le case di moda da loro fondate. Altri cambi di poltrona: l’americano Alexander Wang da Balenciaga, sostituito da Demna Gvasalia, Peter Dundas che lascia Emilio Pucci (e va da Roberto Cavalli), il giovane Alexis Martial è passato da Iceberg a Carven. È il caso anche di Roberto Cavalli, che ha venduto al fondo Clessidra il 90% della sua maison lasciando il ruolo di direttore creativo, e di Donna Karan, che ha scelto la pensione dopo 30 anni di onorata carriera, sostituita per la linea DKNY dal duo creativo Maxwell Osborne e Dao-Yi Chow, anima del brand Public School. A resistere, per ora, dei creativi più blasonati rimane il solo Riccardo Tisci, da Givenchy.
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