Diritto all'oblio, la Francia multa Google e Big G trova l'escamotage

25 marzo 2016 ore 18:22, Micaela Del Monte
Parigi contro Google. La Cnil, la commissione nazionale francese per l'Informatica e la Libertà ha infatti condannato Big G in merito ad una questione legata al diritto all'oblio. L'autorità francese che si occupa di protezione dei dati ha comunicato di aver multato Google per una somma di 100.000 euro per non aver rimosso dai risultati di ricerca a livello mondiale i link come richiesto dagli utenti che hanno voluto esercitare il proprio 'diritto all'oblio'.  Da tempo il garante transalpino esige che i risultati delle ricerche eliminati dal web in virtù di questo nuovo diritto individuale lo siano al livello mondiale e non solo nelle versioni europee di Google.
Il gruppo californiano è infatti accusato di applicare tali disposizioni solo per le ricerche effettuate dalle estensioni europee della sua piattaforma (come Google.it o Google.fr) ma non da Google.com. Secondo il motore di ricerca il diritto all'oblio è legge europea, non mondiale, pertanto la sua implementazione dovrebbe restare dentro i confini Ue. Ma la risposta non è piaciuta alla Francia che ha comunque confermato la multa, che all'inizio era di 300mila euro.

La Corte di Giustizia dell’Unione europea ha stabilito il diritto all’oblio nel maggio del 2014. La sentenza permette alle persone di chiedere che i motori di ricerca, come Google, nascondano determinati link derivanti da una ricerca sul loro nome.

Il caso è iniziato quando lo spagnolo Mario Costeja González ha cercato di cancellare le tracce online di un annuncio sul quotidiano La Vanguardia, risalente al 1998, in cui venivano messe all’asta le sue proprietà per recuperare i debiti. La Corte ha stabilito che il report del giornale doveva rimanere online, ma ha ordinato a Google di rimuovere i link ad esso provenienti da risultati delle ricerche relativi al nome Costeja González. L’idea era che i riferimenti a eventi imbarazzanti o reati minori diventassero più difficili da trovare, ma non del tutto cancellati.

La Cnil ha pubblicato i dettagli della multa giovedì, anche se la decisione è stata presa il 10 marzo. In quei giorni, Google ha avviato la rimozione di risultati da google.com, una settimana dopo aver annunciato i suoi piani per la policy europea.
Tuttavia, Google ancora non risponde alle richieste della Cnil. Il giganti di Mountain View, infatti, nasconderà i risultati delle ricerche in tutte le sue proprietà non europee, ma solo per gli utenti dello stesso Paese in cui una persona ha richiesto la cancellazione.

Concretamente, questo significa che gli spagnoli che ricercano online il famigerato annuncio dell’asta fallimentare non dovrebbe più trovarlo su nessun sito di Google. Altrove in Europa, gli utenti che utilizzano il sito predefinito di Google per il loro Paese non dovrebbero vedere i risultati di ricerca, ma se usano google.com o qualsiasi altro sito extracomunitario di Google, allora potranno trovare facilmente i risultati in questione. Al di fuori della UE, i risultati della ricerca non saranno filtrati – o almeno, non per effetto della sentenza sul diritto all’oblio.
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