"Forti e liberi", Cacciari: "Oggi non è ieri. Ma su famiglia, vita e morte le distinzioni avranno sempre più peso"

25 marzo 2016 ore 13:12, Lucia Bigozzi
Biopolitica e identità le nuove coordinate dell’agenda politica? “Le linee di divisione, le faglie tra schieramento e schieramento si determineranno sempre più su questi argomenti: famiglia, vita, nascita, morte, etica ma non è più il tempo di un partito di cattolici perché la Chiesa ha fatto una scelta irreversibile già maturata col Concilio Vaticano II”. Due passaggi dell’analisi di Massimo Cacciari, filosofo, sull’editoriale del direttore di Intelligonews Fabio Torriero che attualizza l’Appello di don Sturzo ai Liberi e Forti, avanzando una proposta rispetto allo scenario politico attuale. 

Nell’editoriale il direttore Torriero attualizza l’Appello ai Liberi e Forti di don Sturzo stabilendo una sorta di parallelismo tra il 1919 e il 2016 ed evocando il partito di cattolici, non il partito cattolico, che oggi come oggi sembra attuale. Cosa farebbe don Sturzo se vivesse nel nostro tempo e nel 2016 può palesarsi un “nuovo don Sturzo”?

«Io direi che è cambiato tutto, è cambiata la situazione politica mondiale, la geopolitica, i problemi che oggi ci sono e allora non
'Forti e liberi', Cacciari: 'Oggi non è ieri. Ma su famiglia, vita e morte le distinzioni avranno sempre più peso'
esistevano. Forse l’unica assonanza è che c’è molto casino sotto il sole? Ma quando mai non c’è stato. Tanto più che abbiamo una Chiesa che ormai ha fatto la sua scelta irreversibile di distinguersi nettamente dall’agone politico e ciò avviene con qualsiasi pontificato e non torneranno mai indietro».

Sì ma oggi più che mai c’è l’esigenza di difendere valori e identità che don Sturzo difese allora. In questo senso ci sono le condizioni per un impegno dei cattolici in politica, che non è il partito cattolico?

«Il punto è che manca una leadership politica a livello nazionale ed europeo perché la politica è in crisi e non riesce a dare risposte alla gente». 

Oggi è possibile o può avanzare una separazione tra il partito radicale di massa renziano e gli altri che si oppongono a questa visione di società?

«Renzi ha abbandonato l'idea e ha fatto marcia indietro. Infatti non potrà mai costruire il partito della nazione: il problema che abbiamo davanti è la frammentazione del quadro politico, guardi cosa accade a livello locale, da Roma a Milano passando per Napoli. Ma cosa vuole che sia il partito della Nazione? Per carità… L’unica cosa che possiamo fare è cercare di non andare allo stato liquido o gassoso…».

La biopolitica insieme al concetto di identità, oggi possono rappresentare il discrimine in politica?

«Le linee di divisione, le faglie tra schieramento e schieramento si determineranno sempre più su questi argomenti, cioè sulle questioni che riguardano l’etica, la vita e la morte. Le distinzioni su questo sono e saranno nette, basta vedere tutto il dibattito sulle questioni riguardanti la famiglia, il matrimonio, la nascita e la morte. Lì ci saranno distinzioni che avranno sempre più peso, penso anche ai temi relativi alla multiculturalità, all’integrazione: su questo i partiti europei si stanno ridefinendo e ridividendo. Sono questioni nuove che non esistevano nel 1919 e oggi invece si determinano». 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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