Gender, Simone Pillon: "Io chiamato in giudizio, cosa dico ai miei accusatori"

25 marzo 2016 ore 13:59, Andrea De Angelis
"Ho letto il comunicato stampa dei miei accusatori, relativo al decreto che dispone il mio giudizio per aver denunciato pubblicamente i gravissimi fatti accaduti al liceo scientifico di Perugia. In questo giorno di universale raccoglimento, mi viene dato di non provare nei loro personali confronti alcun risentimento. Li ricordo anzi nelle mie povere preghiere, uno ad uno singolarmente. L'ideologia gender va massimamente contrastata ma le persone vanno sempre accolte e comprese." Così dichiara in una nota l'avvocato Simone Pillon del Comitato Difendiamo i Nostri Figli. IntelligoNews lo ha contattato...

Cosa è accaduto?
"Durante un mio intervento, anzi diversi interventi ho denunciato dei fatti per me molto gravi avvenuti in un liceo perugino dove sono stati messi a disposizione di studenti minorenni e all'oscuro delle famiglie alcune pubblicazioni, che per me con la scusa di prevenire malattie e gravidanze indesiderate, in realtà miravano a una sessualizzazione anche riguardo alle tematiche omosessuali dei giovani. Questo fatto è stato utilizzato per sporgere querela nei miei confronti, il procedimento penale si è avviato e ora andrò in giudizio. Sono convinto che la verità sarà oggetto di pubblica dichiarazione". 

Gender, Simone Pillon: 'Io chiamato in giudizio, cosa dico ai miei accusatori'
Nello stesso tempo lei prega per quelli che definisce suoi accusatori. 
"Sì, riesco a farlo, ma come dono, non è merito mio. Mi è donato di non provare nessun risentimento nei confronti di queste persone, anzi prego per loro perché so che dietro c'è un'ideologia che non fa prigionieri". 

A volte vieni da chiedersi perché prevalga lo scontro rispetto al dialogo. Almeno quando si parla di minori non si potrebbe arrivare a una tavola rotonda piuttosto che andare in giudizio? 
"Il problema non è tra persone, con queste persone mi sono incontrato in altre occasione parlandoci a tu per tu. Ho avuto con loro un confronto di carattere personale, devo dire anche molto sereno. Il problema è che quando il tutto assume una carica ideologica non si fanno prigionieri. Abbiamo visto cosa succede a quegli omosessuali che osano parlare contro questa ideologia: vengono immediatamente ghettizzati, accusati di tradimento". 

Qual è il suo augurio per le festività pasquali? 
"Il mio augurio va proprio a queste persone che mi accusano, auguro loro davvero ogni bene. Spero che da tutto questo possa uscire un'occasione per riscoprire il gusto del confronto anche serrato, ma privo di aggressioni personali. L'augurio è che questa Italia sappia diventare sempre più capace di ritrovare quelle radici di tolleranza e di confronto reciproco che hanno animato la Resistenza e il dopoguerra, ma che oggi sembrano recise".



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