Srebrenica fu stermini, deportazioni, trasferimenti forzati: Karadzic pagherà per 40 anni

25 marzo 2016 ore 16:23, Lucia Bigozzi
Ventuno anni dopo, una sentenza e una condanna. Genocidio di Srebrenica, Radovan Karadzic il colpevole. Lo ha stabilito il Tribunale penale internazionale dell’Aja che ha riconosciuto l’ex leader bosniaco responsabile del massacro di ottomila persone (sono quasi settemila quelle riconosciute ad oggi); una tragedia che viene considerata la più grande strage messa a segno in Europa dopo la seconda guerra mondiale (fu eseguita tra il ’92 e il ’95). Radovan Karadzic è stato condannato in primo grado a quarant’anni di reclusione. Non solo i giudici lo hanno dichiarato responsabile “personalmente”, dell’“impresa criminale congiunta”, ovvero l’assedio a Sarajevo (durò 44 mesi con quasi dodicimila morti) ma anche di persecuzioni, stermini, deportazioni, uccisioni, trasferimenti forzati, attacchi contro civili, violazione delle leggi di guerra, e perfino per la cattura dei caschi blu dell’Onu “usati” come ostaggi. Per l’assedio di Sarajevo, l’ex leader bosniaco “condivide” la responsabilità con Momcilo Krajisnik, Biljana Plavsic, Nikola Koljevic e Ratko Mladic. E’ capitolato, invece, il primo capo di accusa ovvero il genocidio a Bratunac. Significativo il commento dell’arcivescovo di Sarajevo, il cardinale Vinko Puljic, secondo cui si è trattato di “un giudizio che segna un passo verso la giustizia ma che non riconsegna le vittime alle proprie famiglie e che non sana del tutto la malvagità della guerra. Il dolore di tante ferite non si placa solo con un giudizio”. 

Srebrenica fu stermini, deportazioni, trasferimenti forzati: Karadzic pagherà per 40 anni
IL PROCESSO. Era il 25 luglio 1995 e la guerra non era ancora finita quando il Tribunale penale internazionale dell’Aja emette l’incriminazione per lui e il suo braccio armato, Ratko Mladic, per genocidio, crimini di guerra e contro l'umanità relativamente al massacro di Srebrenica. Karadzic non si cura del mandato di arresto e nemmeno della taglia da 5 milioni di dollari messa dagli Usa sulla sua testa. Il 27 giugno 1996, si apre il processo a suo carico e in contumacia; scatta un secondo mandato di cattura internazionale, mentre Karadzic si trasforma in un latitante. Viene arrestato solo nel luglio 2008 a Belgrado, dove girava e viveva liberamente spacciandosi per uno psichiatra. Oggi la sentenza di primo grado. Ma non è ancora finita. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]