I Rolling Stones storici a Cuba, così Mick Jagger ha conquistato l'Isola

25 marzo 2016 ore 21:22, Adriano Scianca
La storica fine dell'embargo degli Stati Uniti contro Cuba ha già dato i suoi frutti. E non sono solo quelli economici visto che il Presidente Barack Obama ha appena visitato il Paese sudamericano. Una visita che ha destato scalpore più per la sua importanza simbolica che per quello che realmente è stato l'incontro con Raul Castro

A mandare però in subbuglio i cubani è stato un altro arrivo prestigioso, ovvero quello dei Rolling Stones che ieri sera hanno suonato nello spazio aperto della Ciudad Deportiva all'Avana. Centinaia di migliaia i cubani, ma anche molti fan-turisti che dall'America e dall'Europa hanno deciso di non lasciarsi scappare l'occasione di essere presenti a questo evento musicale e storico. 

I Rolling Stones storici a Cuba, così Mick Jagger ha conquistato l'Isola
Mick Jagger, cantante e leader del gruppo, ha salutato brevemente i suoi fans cubani all'arrivo nello scalo aereo, dove gli Stones sono arrivati a bordo di un aereo privato, insieme a una sessantina di membri del loro personale tecnico. Dal palco, invece, ha lanciato un messaggio in spagnolo: "Finalmente siamo qui, ora che i tempi stanno cambiando". Parole accolte dal boato degli oltre 250 mila spettatori presenti nel grande piazzale della Ciudad Deportiva dell'Avana.  Il concerto della band a Cuba è visto da molti come un nuovo segno dell'apertura del regime castrista, che durante il boom del rock britannico negli anni '60 proibiva la loro musica e la denunciava come un frutto della decadenza borghese e una minaccia contro l'ideale socialista che doveva seguire la gioventù dell'isola.

Qualche mese fa la blogger dissidente Yoani Sanchez sottolineava che "la Cuba del futuro potrebbe mettersi in marcia" proprio con un concerto degli Stones, rimarcando così l'importanza quanto meno a livello simbolico del concerto, nel quale sono attese circa 500 mila persone. "A Cuba non abbiamo avuto modo di ascoltare Michael Jackson oppure Whitney Houston, mentre Freddie Mercury è morto senza aver suonato nell'isola. E quando i Beatles si sono sciolti ascoltare musica in inglese veniva considerato 'deviazionismo ideologico'", ha scritto Yoani, precisando che ora "i cubani sono sul punto di recuperare, almeno in parte, quanto si sono persi in questi anni: l'emblematica boccaccia di Jagger è finalmente tra di noi".
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