Uomo uccide ladro in casa: un nuovo caso Stacchio?

25 novembre 2015 ore 7:31, Andrea De Angelis
Uomo uccide ladro in casa: un nuovo caso Stacchio?
"Erano a volto coperto, parlavano italiano ma con accento straniero e hanno aggredito il mio cliente. Lui ha cercato di collaborare, ha chiesto che non fosse fatto del male alla sua famiglia ed è stato malmenato. Ha sparato un colpo in aria, prima di sparare ad uno dei malviventi per difendersi". Così Corriere.it riporta il commento dell’avvocato Piero Porciani, difensore di fiducia di Rodolfo Corazzo, l’uomo che ieri sera avrebbe sparato e ucciso un rapinatore nella sua casa di Lucino di Rodano.

Un nuovo caso Stacchio dunque? Sono in molti a chiederselo e non sarebbe tra l'altro il primo dopo quello che ebbe una grande eco mediatica lo scorso febbraio. "Graziano Stacchio ha agito per legittima difesa, la sua posizione va archiviata- spiegava lo scorso settembnre a Panorama.it  uno dei legali del benzinaio, Lino Roetta – non esistono i presupposti per l’accusa di eccesso colposo di legittima difesa. Albano Cassol, il nomade trevigiano di 41 anni, secondo i rilievi balistici dei Ris ha intersecato la traiettoria di uno dei quattro colpi sparati da Stacchio”.
Allora, come detto, fu davvero alta l'attenzione che l'opinione pubblica diede a questo caso e alcuni parlarono anche di strumentalizzazione di una certa parte politica. 

Tornando a quanto avvenuto a Rodano, ha ancora detto l'avvocato Porciani: "Il proprietario di casa ha esploso un colpo intimidatorio dopo aver subito anche delle percosse. Il ladro ha reagito e il mio assisto a sua volta ha sparato, colpendolo. Hanno minacciato di fare del male alla bambina". Il commerciante, tra l'altro, avrebbe già subito in passato delle aggressioni. 
Questa la probabile dinamica dei fatti, come ricostruita dai principali quotidiani. Corazzo sarebbe arrivato a casa col proprio motorino poco prima delle nove si sera. Mentre oltrepassa il cancello - secondo quanto egli stesso avrebbe riferito ai carabinieri - viene aggredito alle spalle da tre persone, che lo colpiscono con pugni e schiaffi al volto e al collo. Lo strattonano, lo costringono ad aprire la porta di casa e a spegnere le telecamere a circuito chiuso che sono all’interno della sua villetta a due piani, in via Matteotti. 
I tre uomini sono incappucciati, parlano italiano, ma sembra abbiano un accento straniero. Rodolfo Corazzo pensa alla moglie e alla figlia di dieci anni che lo stanno aspettando a casa, cerca di essere collaborativo, secondo quando riferisce il suo avvocato, ma una volta dentro casa scoppia il conflitto a fuoco, la cui dinamica ancora non è ancora del tutto chiara. Saranno necessari ulteriori accertamenti.

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