Ufo tra suggestioni e bufale, ma cos'è l'effetto Topo Gigio?

25 novembre 2015 ore 8:49, Americo Mascarucci
Ufo tra suggestioni e bufale, ma cos'è l'effetto Topo Gigio?
Il bisogno di spazio, a volte, coincide con le difficoltà terrene. Spazio inteso come universo, si intende. E così con il naso all'insù e la testa altrove siamo pronti, talvolta, a vedere creature diverse da noi. Predisposti, insomma, da quel desiderio di andare oltre, dimenticando che la felicità risiede dentro di noi. 

Da due giorni si parla di effetto Topo Gigio con riferimento alla scoperta del presunto ufo da parte dell’'astronauta statunitense Scott Kelly a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (Iss) sulla quale è stato incaricato di volare per fotografare tutto ciò che si muove nello spazio.  
Il personaggio dello Zecchino d’Oro in realtà non c’entrerebbe nulla  o meglio c’entrerebbe solo in parte. 
Come molti ricorderanno infatti il simpatico topolino si muoveva dietro un telo completamente nero che serviva a nascondere le mani del manovratore che muoveva i fili da dietro. 
Il disco volante fotografato da Kelly altro non sarebbe dunque che un effetto scenico, proprio come quello che consentiva a Topo Gigio di muoversi sulla scena nascondendo le mani di chi lo muoveva.  
In pratica parte della strumentazione è stata riflessa dalla luce del sole mente l'altra parte dell'apparecchiatura è rimasta al buio. Da qui l’effetto Topo Giglio, o gioco d’ombre, che ha tratto in inganno l’astronauta fino a far credere di aver fotografato un ufo. 

In questo caso si tratta di un abbaglio tecnico ma non sono stati pochi nella storia i casi di avvistamenti di dischi volanti e di ufo dalla terra che si sono poi rivelati una bufala, il frutto di meri effetti ottici o giochi di luce. 
Come dimenticare il fenomeno chiamato “Incidente della foresta di Rendlesham” del 2003? Ebbene l’avvistamento altro non fu che il risultato di uno scherzo ben architettato ai militari di una base militare come poi svelato dagli autori stessi dello scherzo. 

Di bufale spaziali se ne sono sentite a volontà: dalle conversazioni radio di Neil Armstrong, uno dei primi due astronauti a giungere sulla Luna nel corso della missione Apollo 11 del 1969 in realtà mai avvenute e del tutto inventate, all’Apollo 20, una fantomatica missione segreta della NASA che avrebbe avuto lo scopo di recuperare i resti di un’astronave aliena scoperta sulla faccia nascosta della Luna. 
Per finire con una misteriosa struttura triangolare o piramidale apparsa in alcune fotografie reperite su Google Moon (l’equivalente di Google Earth) e diffuse tra fine 2013 e inizi 2014 che sembravano proprio la riproduzione reale di uno Stargate. 
Osservando la foto originale della zona ripresa, si scopre che la misteriosa piramide altro non era che un semplice cratere vulcanico. 

Restando nell’ambito dei fotogrammi poi spesso e volentieri gli ufo, altro non sarebbero che il prodotto di foto sgranate. Sfocando a dismisura una fotografia e riducendone drasticamente la risoluzione, ci vuole poco a trasformare una stella o un riflesso in un’astronave.
Insomma, gli ufo altro non sarebbero che il prodotto della nostra incapacità di saper comprendere cosa può nascondersi dietro un riflesso, una luce o anche una foto scattata male. Proprio come gli antichi avevano l’abitudine di vedere i mostri dietro eventi naturali che non riuscivano a spiegare. Altro dunque che effetto Topo Gigio. Qui Topo Gigio rischia di essere più razionale e intelligente del genere umano al gran completo. 
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