Russia-Turchia, Cardini: "Obama deve capire che senza Putin non c'è equilibrio mondiale"

25 novembre 2015 ore 11:51, Lucia Bigozzi
Russia-Turchia, Cardini: 'Obama deve capire che senza Putin non c'è equilibrio mondiale'
“Si stanno ridefinendo gli schieramenti. Obama ha avviato un percorso importante con la Russia e l’Iran ma temo che nel Congresso americano e negli alti comandi Nato si stia cercando di mettergli i bastoni fra le ruote”. Muove da qui l’analisi di Franco Cardini, storico ed esperto di questioni mediorientali, che nella conversazione con Intelligonews anticipa quali effetti e scenari si vanno delineando, dopo la nuova scia di sangue e morte firmata Isis. 

Dall’aereo russo abbattuto dagli F16 turchi, ai nuovi attentati terroristici a Tunisi e sul Sinai. Venti di guerra? Quali scenari si vanno delineando?

«Credo che siamo di fronte a un momento importante di ridefinizione degli schieramenti. Da un lato c’è un grande tentativo di risolvere il problema del vicino scacchiere orientale e lasciare una impronta forte da parte del presidente Obama che ha avviato il disgelo con l’Iran e questo ha destabilizzato una serie di comportamenti dei suoi alleati a cominciare dall’Arabia Saudita da una parte e Israele dall’altro. Ma Obama ha avviato anche un discorso importante con Putin e mi ha dato l’impressione di voler spendere questo suo ultimo anno alla Casa Bianca prima di uscire di scena, anche nell’interesse del suo partito - non so quanto nell’interesse della Clinton – portando avanti un gioco strategico di altissimo livello».

In che senso? 

«Ha ripreso i contatti con Putin, che vuol dire che in un modo o nell’altro, la grande potenza continentale nell’area euroasiatica – colosso cinese a parte – resta sempre la Russia e dimostra che senza la Russia un equilibrio anche nello scacchiere orientale non si trova. In questo senso, il discorso di Obama è importante perché rimette in gioco il grande alleato della Russia che nella storia è sempre stato l’Iran, guarda caso contro la Turchia». 

Ma quali sono gli effetti, gli scenari?

«Questo potrebbe portare un equilibrio nuovo nel vicino Oriente. Potrebbe, ad esempio, anche risolvere l’annosa spina infettiva della situazione medio-orientale che è la questione afghana. Le agenzie in questi giorni cominciano a parlare - e secondo me nelle prossime settimane sarà ancora di più – del progetto di avviare sul serio il passaggio delle linee del metano e del petrolio dal Turkeministan in Afghanistan, che poi è il vecchio progetto oggi riportato in auge ma con una variante di straordinaria importanza, ovvero la collaborazione con l’Iran. Tutto ciò, ovviamente, rivoluzionerebbe il traffico del petrolio delle potenze degli Emirati Arabi, della Penisola arabica che si stanno muovendo, invece, per andare in una direzione diversa che è quella della lotta forte contro i musulmani sciiti il che fa capire anche la nascita del Califfato. Non so se siamo di fronte a una guerra fredda, tiepida o calda, questo lo vedremo, il punto è che siamo davanti a due fronti strategici per la risoluzione del problema del vicino Oriente. Penso che da tutto quello che si sta muovendo, potrebbero uscire due scenari».

Quali? 

«O un nuovo equilibrio se veramente Obama e Putin riescono a intendersi, oppure uno squilibrio ancora più grave perché spero di sbagliare, ma mi sa tanto che l’aereo russo abbattuto dai turchi sia un bel bastone fra le ruote che il Congresso americano e gli alti comandi Nato hanno messi fra i piedi del presidente Obama. Se questo si dimostrerà vero, stanno giocando duro ma anche molto pericoloso, perché in altri tempi e in altri termini, l’abbattimento dell’aereo russo da parte dei turchi, sarebbe un casus belli. E d’altra parte Hollande ha fatto un lavoro simmetrico rispetto a Erdogan».

Si spieghi meglio. 

«La Francia di Hollande appartiene alla Nato ma per reagire unilateralmente, specie dopo le stragi di Parigi e dimostrare ai francesi che ha il pugno duro – anche per questioni di politica interna – sta bombardando Raqqa senza chiedere il parere della Nato ma chiedendo aiuto all’Europa. Dall’altra parte, Erdogan fa il contrario perché abbatte un aereo russo,a non pensa a rivolgersi all’Europa nella quale fino a poco tempo fa voleva entrare facendo fuoco e fiamme, ma chiede il coinvolgimento della Nato»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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