Rifiutopoli, assolto Di Stefano (Fi): "Chi ha sbattuto la mia faccia in prima pagina ora tace"

25 novembre 2015 ore 12:10, Adriano Scianca
Rifiutopoli, assolto Di Stefano (Fi): 'Chi ha sbattuto la mia faccia in prima pagina ora tace'
Incriminazioni urlate, assoluzioni sussurrate: non va giù al deputato di Forza Italia Fabrizio Di Stefano il silenzio mediatico sulla sentenza che lo vede uscire di scena a testa alta, assolto “perché il fatto non sussiste”, dal processo sulla “Rifiutopoli” abruzzese, nato da un'inchiesta del 2008 e basato sulle vicende relative alla realizzazione di un impianto di bioessiccazione a Teramo. 

Onorevole, quali sono le sensazioni alla luce di questa assoluzione? 

Dopo sei anni e mezzo, si chiude finalmente questa vicenda, che alla luce dei fatti non doveva neanche essere aperta. La cosa che più mi rammarica è che tanto ieri sera quanto stamattina ho fatto invano zapping sulle trasmissioni nazionali ma non ho trovato traccia di questa assoluzione. Viceversa, quando la vicenda iniziò tutti sbatterono in video la mia faccia. 

C’è qualcosa che non funziona nel triangolo tra politica, magistratura e informazione? 

In vari contesti, anche dentro questa Camera, alcune persone hanno usato parole infamanti contro di me, dicendo che ero solo un inquisito, quando invece il loro capo è stato condannato in via definitiva per reati ben più gravi di quello di cui sono stato accusato. 

L’accusa contro di lei si è rivelata alla fine inconsistente… 

La mia accusa si basava su un contributo ricevuto da un amico e lecitamente denunciato. In questa Camera c’era un altro parlamentare che oggi siede sullo scranno più alto del Csm, che per una cosa simile giustamente non ha subito nessuna indagine, perché la legge dice che se tutto è denunciato e alla luce del sole non c’è reato. 

Ora il suo nome è stato riabilitato, però. 

Vorrei qui ricordare il mio amico Toni Lattanzi, che ha scontato 81 giorni di carcere e poi è stato risarcito per non aver commesso il fatto. E ancor di più il sindaco di un altro piccolo paese abruzzese, Valentini, anche lui fu coperto di accuse infamanti che si rivelarono infondate. Con la differenza che lui da quel carcere non è uscito più, perché non ha saputo reggere il fango e quindi si è tolto la vita.
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