La speranza è HeartMate, cuore artificiale di terza generazione. Primo intervento in Italia

25 novembre 2015 ore 21:06, Andrea Barcariol
La speranza è HeartMate, cuore artificiale di terza generazione. Primo intervento in Italia
In vista del Giubileo sarà il più grande centro pubblico di dialisi del Lazio, per ora è la prima struttura in Italia dove viene impiantato un cuore artificiale di terza generazione. Stiamo parlando del San Camillo, struttura ospedaliera della capitale dove ieri l’equipe guidata dal professor Francesco Musumeci, direttore della Cardiochirurgia, ha impiantato a un paziente “HeartMate III” un cuore artificiale che garantisce una sopravvivenza del 92% superiore ad ogni precedente modello. L’intervento si è reso necessario perché il paziente presentava una grave malformazione cardiaca conseguente a un infarto del miocardio, avvenuto lo scorso gennaio.

Il nuovo modello pesa circa 100 grammi ed è una pompa meccanica di ultimissima generazione che pochi giorni fa ha ricevuto il via libera per l’utilizzo clinico in Europa. Rispetto ai modelli fino ad oggi utilizzati, il dispositivo è più contenuto nelle dimensioni, tanto da renderne possibile l’impianto attraverso tecniche operatorie mini-invasive e, come accertato da numerosi studi scientifici,  presenta una significativa riduzione di complicanze. HearMate III viene applicato internamente al livello dell’addome, sotto il diaframma ed è collegato esternamente con un tubo a una consolle.
La speranza è HeartMate, cuore artificiale di terza generazione. Primo intervento in Italia

“Si tratta di una pompa centrifuga che si muove all’interno di un campo elettromagnetico dove non ci sono punti di contatto ed è il magnete che la tiene sospesa e la fa ruotare – ha sottolineato il prof. Musumeci - La pompa così non si usura e non si scalda e il trauma sul sangue si riduce al minimo. Visto che per effettuare il trapianto serve aspettare almeno due anni questa nuova pompa rappresenta la vera sopravvivenza per i pazienti malati di cuore”. E pensare che solo qualche giorno fa si sono festeggiati i 30 anni dal primo trapianto di cuore.

Il San Camillo, dunque si conferma un’eccellenza nel sistema sanitario italiano come confermato anche dal presidente della Regione Nicola Zingaretti, soddisfatto per l’operazione eseguita: “Quanto fatto è un significativo riconoscimento dell’impegno, dell’organizzazione e dell’alto livello professionale raggiunti dall’ospedale, dalla sua  cardiochirurgia e dal Centro trapianti. L’intervento conferma che si tratta di una realtà d’eccellenza a livello nazionale. Voglio fare i complimenti per questa operazione al professor Musumeci e a tutto il personale di altissimo livello”.

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