Tv e smartphone a tavola, gli italiani i più virtuosi. Maglia nera alla Francia

25 novembre 2015 ore 22:14, Andrea Barcariol
Tv e smartphone a tavola, gli italiani i più virtuosi. Maglia nera alla Francia
Dovrebbe essere una sana abitudine: non utilizzare smartphone e tv durante i pasti. Recentemente lo ha ricordato anche Papa Francesco. In realtà quasi 1 su 2 non la rispetta. L'Italia però è tra i Paesi più virtuosi (57%) rispetto al 43% registrato mediamente a livello europeo con la maglia nera per la Francia, seguita dall'Olanda e dal Belgio (lo fanno rispettivamente solo il 20%, 27% e 30% ). Questo è quanto emerge dal Nielsen Global Generational Lifestyles Report realizzato su un campione di 30.000 individui in 60 Paesi con l'obiettivo di comprendere come l'atteggiamento dei consumatori varia in funzione dell'età.

La Generazione Silent (65 e oltre) è quella più propensa a consumare i pasti senza tecnologia. "I Millenials hanno la reputazione di rimanere incollati ai device tecnologici, ma sono i piu' maturi, rispetto ai giovani, a farsi attrarre da smartphone e TV mentre mangiano - sottolinea Terrie Brennan, EVP advertising solutions di Nielsen - Questo è un segnale del fatto che i consumatori di oggi stanno rovesciando i preconcetti generazionali e, di fatto, molti individui delle fasce d'età più mature stanno diventando fruitori assidui di tecnologia".

Per Brennan le differenze generazionali non sono così accentuate. "Fatta eccezione per social media e stampa, le differenze generazionali non sono quelle che ci si potrebbe aspettare. Mentre due terzi circa della popolazione europea sopra i 50 si rivolge al mezzo televisivo, anche la metà della generazione Z e il 46% di quella dei Millenials predilige lo stesso mezzo". Omogenea tra le varie generazioni anche le modalità e le fonti di informazione. In Europa sia i più giovani dichiarano di usare i giornali online come la fonte preferita di notizie in uguale misura (18%). Le fasce di età inferiori (15-20 e 21-34) sono più vicine alle web tv (16% vs 14%) e ai motori di ricerca (26% vs 23%) solamente di poco rispetto agli anziani.

L'utilizzo dei social media, invece, registra maggiori differenze: la generazione z (15-20 anni) ha indicato l'utilizzo dei social sei volte in più (45%) rispetto agli over 65 (8%) come fonti privilegiate per avere notizie. Al contrario, le generazioni più anziane segnalano giornali (38% vs 15%) e riviste (15% vs 7%) due volte tanto rispetto ai più giovani.
Dalla ricerca emerge l'immagine di giovani non ossessionati da tv, smartphone e playstation (almeno a parole) e propensi a stare con la famiglia e gli amici (29%), praticare sport (24%) e leggere (23%) non trascurando anche i passatempi tradizionali.
 
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