Istrione, sregolato e geniale: 25 anni di solitudine senza Freddie Mercury

25 novembre 2016 ore 9:35, intelligo
di Stefano Ursi

Sono passati già 25 anni da quando se n'è andato e la mancanza si sente più che mai. Il 24 Novembre 1991 moriva il frontman dei Queen Freddie Mercury, una delle voci più straordinarie della storia della musica. Istrione, eccessivo, smodato ma anche geniale, semplice e generoso. Così lo descrive da sempre chi lo ha conosciuto e ne ha apprezzato, oltre alle doti musicali, anche quelle personali; che non emergevano quasi mai, se non in rare interviste dal tono più pacato e in cui poteva e soprattutto voleva mostrare la sua vera indole. Che a pochi era conosciuta, fra cui alla sua prima amatissima compagna Mary Austin, che gli rimase accanto sostanzialmente per tutta la vita come amica e confidente, e al suo ultimo compagno Jim Hutton. Amava dire di sé che sul palco era uno e nella vita privata era un altro, ma che a tutti piaceva la prima maschera, quella da “macho” del palco. E anche a lui, peraltro, non dispiaceva visto che Freddie Mercury era sul palco quel che nessuno è mai stato prima e mai sarà dopo di lui, un ciclone di irriverenza e talento, quel 'Mr. Bad Guy' con il quale titolò uno dei suoi album da solista. Oppure 'Lover of Life, Singer of Songs', come recita il titolo dell'album solista postumo uscito nel 2006. Disegnatore, vocalist, creativo e amante della vita sregolata, Mercury, il cui nome vero era Farrokh Bulsara, in una celebre intervista alla domanda: “Come ti descriveresti? Un'artista? O cos'altro?” rispose “Sono solo una prostituta della musica, mio caro”. In queste parole, semplici ma immediate, si concentra tutto l'essere Freddie Mercury, che ai più viene in mente solo per We Are The Champions o per Radio Gaga, ma fu molto altro. Anzi moltissimo, in termini di rivoluzione del fare musica, dell'inventare comunicazione musicale.

Istrione, sregolato e geniale: 25 anni di solitudine senza Freddie Mercury
Freddie Mercury
Basti ricordare l'utilizzo dei videoclip musicali in grande stile come cornice alle canzoni o piuttosto l'uso dei sintetizzatori. O piuttosto alla commistione fra rock e opera, contraddistinta dalla collaborazione con la cantante lirica Montserrat Caballé, nell'album Barcelona. Un personaggio complesso e difficile da analizzare, che incappò, per via della vita smodata che condusse (assieme a moltissimi altri del suo tempo per la verità) nel flagello di quegli anni, nell'Aids che lo portò via prematuramente a 46 anni. Portandosi appresso tanta musica che aveva ancora dentro e che, per il tempo che correva velocemente, non poté esprimere. Fino agli ultimi mesi di vita, fin quando riuscì a cantare, proseguì nel produrre musica, e l'album Innuendo segna il capolavoro finale di una carriera troppo breve. La storia ha già detto che Freddie Mercury, forse per via della morte prematura e del talento spezzato dalla malattia, è divenuto una leggenda intramontabile e fioccano imitatori e artisti che tentano di seguirne la via; ma appare, più che impossibile, inutile visto che la musica si può riprodurre ma il talento, con tutte le sue sfaccettature e geniali sregolatezze, no.
autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]