Gli italiani e la salute, 50 anni di odio e amore nei Rapporti Censis

25 novembre 2016 ore 7:37, Andrea Barcariol
Una fotografia dettagliata del rapporto tra 'Gli italiani e la salute', realizzata dal Censis con il contributo di Farmindustria, è stata presentata oggi. La ricerca, hanno spiegato gli autori, ripercorre le tappe principali di un rapporto complesso, soffermandosi in particolare sul tema della prevenzione. Negli ultimi 50 anni, in Italia molte malattie infettive sono state debellate, è aumentata la longevità della popolazione, è cresciuta l'attenzione per esami di screening e controlli preventivi. Restano però gravi problemi: la sostenibilità della spesa pubblica e le differenze territoriali, senza dimenticare coloro che ricorrono sempre più spesso al web per avere informazioni sanitarie rinunciando al parere degli specialisti. “La diminuzione drastica della mortalità infantile - ha spiegato Ketty Vaccaro, responsabile area Welfare e Salute del Censis - è uno dei segnali più evidenti del miglioramento delle condizioni di salute: dagli anni 60 ai 70 il numero di bambini deceduti ogni 1.000 nati è passato dal 44 a poco più del 30%”. Anche se muoiono meno bambini il numero dei neonati è in drastico calo: “contemporaneamente - ha spiegato Ketty Vaccaro - è aumento il numero degli anziani. Quest'anno si è registrato il tasso demografico più basso dalla grande guerra: meno 161mila persone”.
 
Gli italiani e la salute, 50 anni di odio e amore nei Rapporti Censis
Campanello d’allarme sulle malattie trasmissibili: dal 2010, e in particolare nell'ultimo anno, c'è stato un calo delle vaccinazioni. “I bambini vaccinati non arrivano al 95% - ha spiegato Giuseppe De Rita, presidente del Censis - molti genitori  intervistati hanno dichiarato di aver bisogno di essere informati e rassicurati sull'efficacia e le controindicazioni delle vaccinazioni. Purtroppo se non  sono i medici a rassicurarli è inevitabile che si affidino a ricerche su web e social network, molto pericolosi per chi non sa quali cure scegliere”. Duro l’attacco del presidente dell’Istituto Superiore di Sanità contro i medici anti-vaccino: “Chi è contrario alle vaccinazioni non può operare in ambito sanitario”.


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