La “macchina del tempo” delle cellule adulte, possono tornare bambine [VIDEO]

25 novembre 2016 ore 11:05, intelligo

di Stefano Ursi

La cosiddetta 'riprogrammazione' delle cellule da adulte a bambine potrebbe non avvenire esattamente nella modalità conosciuta finora. Una ricerca (del Cnio in Spagna (Centro Nazionale di Ricerca Oncologica), a cura di Manuel Serrano e del gruppo di ricerca oncologica, pubblicata su Science, rivede il meccanismo portato alla luce da Shinya Yamanaka, che per quella scoperta ha ricevuto il Premio Nobel; un passaggio che, assieme a quello operato da Yamanaka, potrebbe aprire ancora di più la prospettiva delle medicina rigenerativa, che in questi anni ha avuto un notevole impulso e progredisce in maniera già spedita. La ricerca di Serrano spiega che la rigenerazione di queste cellule, che da adulte tornano giovani, avverrebbe grazie al ruolo di una molecola che si libera in seguito ad un danno tissutale circostante. "I geni di Yamanaka – spiega Lluc Mosteiro, primo autore del lavoro e responsabile della ricerca sperimentale – non sono efficienti nell'indurre la riprogrammazione, o pluripotenza, in cellule altamente specializzate di un organismo adulto". Ricordiamo infatti che la tecnica di Yamanaka parte dalla combinazione di 4 geni detti OSKM, che sono in grado di far tornare 'indietro nel tempo' le cellule adulte.

La “macchina del tempo” delle cellule adulte, possono tornare bambine [VIDEO]
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La relazione tra danno tissutale e riprogrammazione, spiegano gli autori della ricerca, è mediato da una molecola proinfiammatoria, l'interleuchina-6 (IL-6) e senza la sua presenza, i geni OSKM risultano essere molto meno efficienti nell'induzione della riprogrammazione. Questi risultati, si legge nella ricerca la cui sintesi è pubblicata sul sito ufficiale del Cnio, suggeriscono la seguente sequenza di eventi: l'espressione dei geni OSKM produce un danno cellulare, essi secernono IL-6 e la presenza di questa molecola induce alcune cellule vicine a riprogrammarsi. Identificato il ruolo essenziale di IL-6, Serrano, Mosteiro e il resto del team stanno attualmente lavorando con diversi approcci farmacologici, al fine di aumentare il grado di riprogrammazione delle cellule. Ciò potrebbe contribuire a migliorare la rigenerazione del tessuto danneggiato anche in assenza dei fattori di Yamanaka. Migliorare questa capacità di riparazione avrebbe ovvie implicazioni per la medicina rigenerativa, spiegano gli autori, compreso il trattamento di molte malattie associate con l'invecchiamento e i processi degenerativi.


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