Rinnovo contratto PA: scoglio 85 euro fra dubbi e polemiche

25 novembre 2016 ore 13:30, Luca Lippi
Un incremento medio pro capite di 85 euro. Che significa? 
Significa che dopo ripetuti tentativi e interminabili confronti con le parti sociali, il governo sarebbe pronto a sbloccare il rinnovo dei contratti del pubblico impiego
Al momento pare che l’impegno della madia sia quello di poter garantire un aumento medio per ogni singolo lavoratore di circa 85 euro mensili lordi.
Siamo sui livelli minimi secondo i sindacati, in sostanza le parti sociali chiedono un aumento non inferiore a 85 euro per ogni lavoratore. Per ora si tratta di un impegno politico ad arrivare a quella cifra nel 2018, ma l'intenzione più volte ribadita dalla stessa ministra Madia è quella di privilegiare negli aumenti i redditi più bassi: un meccanismo che non andrebbe d'accordo con un tetto minimo agli aumenti, difficile anche da coprire.
Dall’incontro svoltosi a Palazzo Vidoni tra il Ministro Madia e i sindacati Cgil Cisl e Uil sul rinnovo del contratto della pubblica amministrazione scaduto ormai da sette anni, sono emersi quattro aspetti: una riforma fondata sulla concertazione fra Ministero e lavoratori, l’impegno sulla reperibilità delle risorse, il superamento di influenze ideologiche privilegiando obiettivi trasparenti e misurabili per agevolare la valorizzazione del pubblico impiego.

Rinnovo contratto PA: scoglio 85 euro fra dubbi e polemiche

Dalla parte delle organizzazioni sindacali le richieste sono soprattutto di carattere economico, e come già detto, non sono disposti ad accettare un importo inferiore agli 85 euro mensili di aumento, comprendendo che l’obiettivo primario è quello di sbloccare una situazione ferma da troppo tempo (sette anni appunto), ma soprattutto chiedono una revisione totale della Legge Brunetta. 
In particolare chiedono la revisione dei meccanismi premiali che riguardano la contrattazione di secondo livello
L'augurio di Madia è che quindi oggi sia "una giornata produttiva e proficua", in grado di segnare un risultato importante per il Paese.
Le modifiche normative, invece, impattano sul Testo Unico, che il Governo dovrebbe presentare entro febbraio.
Dichiarazioni del Ministro Madia
Il nostro auspicio è che nelle prossime ore si possa sbloccare finalmente questa pluriennale irrisolta vertenza”.
Riguardo gli stanziamenti il Ministri afferma: “siccome abbiamo detto con molta chiarezza che non ci può essere un rinnovo dei contratti della PA che non sia corrispondente a ciò che si è determinato nei settori privati, mi pare che risorse ne manchino ancora”.
Da aggiungere le osservazioni critiche, riportate da Orizzontescuola, del Coordinatore nazionale della Gilda, Di Meglio: “In vista del referendum del 4 dicembre, il ministro Madia promette un rinnovo del contratto che non trova alcun riscontro nelle risorse stanziate dalla legge Finanziaria. E così, come il prestigiatore che estrae il coniglio dal cilindro, il Governo fa spuntare fuori magicamente 85 euro di aumento in busta paga per i lavoratori del pubblico impiego”.
Di Meglio argomenta la sua affermazione come segue: “Nella Finanziaria i fondi destinati al pubblico impiego ammontano a 1 miliardo e mezzo in cui  rientrano anche le assunzioni del personale.  Per il rinnovo del contratto, dunque, resteranno più o meno 900 milioni di euro che, divisi per i 3 milioni di lavoratori del settore, si tradurrebbero in circa 30 euro lordi a testa di incremento stipendiale. Come si arriva, dunque, agli 85 euro promessi dalla Madia?”.


autore / Luca Lippi
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