Partite Iva 2017: per 1 € di errore fino a 50 mila di sanzione, e altro

25 novembre 2016 ore 23:59, Luca Lippi
Abbaimo già affrontato l’argomento dell’accanimento del Fisco sulle P.Iva qui , poi però, andando oltre l’accanimento degli adempimenti fiscali che inevitabilmente aumentano i costi di gestione per imprenditori e liberi professionisti, emerge una tra le altre questioni che hanno un carattere indiscriminatamente vessatorio e che sono contenute nel recente decreto Fiscale.
Il decreto fiscale introduce un sistema sanzionatorio particolarmente severo che rischia di condurre a risultati contrari rispetto all’obiettivo.
Per fare un esempio: le sanzioni dovute alla contravvenzione del codice della strada si possono saldare in tempi brevi godendo di un premio nella misura del 30%. Questa metodologia è stata adottata per consentire ai comuni di incassare in tempi brevi, e al sanzionato di evitare la valutazione di una procedura amministrativa allo scopo di ritardare o addirittura fare annullare il provvedimento.
La strategia adottata dal Fisco per gli errori e le relative sanzioni è contraria a questa logica che è pur risultata vincente, se ne trae conseguentemente che ‘l’inasprimento non paga’!
Detto questo, se l’emendamento al vaglio del Senato dovesse passare, i contribuenti titolari di una partita Iva rischiano di sborsare una sanzione dai 5 ai 50 mila euro anche per errori di un euro.  
Con tutte le incombenze fiscali, non ammettere la possibilità di errore e ravvedimento risulta veramente una pretesa eccessiva, soprattutto considerando che non tutti i titolari di partita Iva sono oggi esperti di questioni fiscali. 
Ovviamente a preoccuparsi, oltre i titolari di P.Iva, sono soprattutto i professionisti preposti ad assisterli che attraverso le associazioni dei commercialisti hanno prontamente lanciato l’allarme con una nota congiunta e su internet è partita anche la petizione “Fermiamo subito la norma che per un errore di 1 euro prevede multe da 5.000 a 50.000 euro”.

Partite Iva 2017: per 1 € di errore fino a 50 mila di sanzione, e altro

L’allarme è comunque già stato lanciato il 9 novembre scorso dal coordinamento delle associazioni sindacali dei commercialisti (Adc-Aidc-Anc-Andoc-Unagraco-Ungdcec-Unico): “Il decreto fiscale varato dal MEF, invece di semplificare un sistema fiscale che occupa il 126esimo posto nel ranking annuale sulla competitività elaborato dalla Banca Mondiale, aggiunge ben 8 nuovi adempimenti a carico di professionisti  e imprese”.
Prosegue il comunicato: “Non possiamo restare silenti di fronte all’affermarsi di logiche burocratiche che hanno il solo effetto di pesare su professionisti e imprese senza produrre alcun effetto nella lotta all’evasione e per questo, se in Parlamento non vi saranno sostanziali modifiche, avvieremo una campagna di comunicazione scrivendo alle oltre 5,4 milioni di partite IVA clienti dei nostri associati.
Comunicazione che sarà volta a illustrare nel dettaglio a tutti i professionisti e a tutte le imprese italiane i nuovi adempimenti, i relativi costi e un sistema sanzionatorio che di fatto istituisce una nuova tassa occulta su tutte le categorie produttive del nostro Paese, sollecitandole e dichiarandoci pronti a sostenere ogni forma di protesta legittima che in qualità di contribuenti vorranno intraprendere al fine di dimostrare al Governo la forza numerica e la volontà del popolo delle partite IVA”.
I commercialisti sono sul piede di guerra da diverso tempo, è stata anche prevista una giornata di sciopero simbolica prevista per il 14 dicembre; per loro il problema è un aggravio di costi per quanto riguarda la tenuta contabile, costi che in questo periodo particolarmente complesso è difficile da far digerire ai propri clienti già sufficientemente mortificati dalla crisi.
Tuttavia il problema più importante è quello che con una disciplina sanzionatoria del genere, fare un errore nella maggioranza dei casa si tradurrebbe nel colpo di grazia per diverse migliaia di P.Iva, e con coinvolgimento morale i commercialisti non possono rimanere inermi di fronte a una situazione simile.
Seguiamo la questione in attesa della decisione delle Istutuzioni sperando sia solo una ‘svista’.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]