Fedriga (Lega) Vs risoluzione anti-Putin: "Un delirio europeo che farà male all'Italia"

25 novembre 2016 ore 16:15, Marta Moriconi
"L'Europa è alla frutta, attacca la Russia per nascondere il proprio fallimento".
Il capogruppo della Lega Nord alla Camera dei Deputati Massimiliano Fedriga commenta ad Intelligonews la risoluzione contro la Russia votata da 304 europarlamentari di Strasburgo con cui la si accusa di sostenere, con una forte pressione propagandistica, i partiti anti europeisti per dividere la Ue.
Il documento approvato dall'Europarlamento si intitola: "Il Cremlino usa think tank, tv multilingua, pseudo-agenzie di stampa e social media per sfidare i valori democratici e dividere l'Europa"

Onorevole Fedriga, gli europarlamentari della Lega hanno votato contro la risoluzione anti-Russia. Visto che siete anche voi un partito anti europeista, godete dell'appoggio di Putin? 

"Siamo alla follia. L'Europa invece di fare la guerra al terrorismo internazionale la fa alla Russia, anzi nella risoluzione la Russia è paragonata ai terroristi internazionali. Noi della Lega non siamo anti europeisti, siamo contro questo modello europeo che porta avanti politiche rivolte a tutelare le burocrazie tecnocratiche e le lobby finanziarie anziché gli interessi dei cittadini".

Intanto però l'anti-europeismo avanza e come nel caso della Bulgaria c'è un'affermazione di forze dichiaratamente filorusse. C'entra questo con la risoluzione approvata a Strasburgo?

"Si, non c’è dubbio, tutto è legato alla paura folle di perdere il potere e così si scatena la caccia alle streghe cercando colpevoli ad ogni costo quando gli unici colpevoli sono proprio loro, quelli che in Europa portano avanti politiche impopolari che affossano le economie degli stati. Questa risoluzione, che va ad aggiungersi alle sanzioni già inflitte contro la Russia, anziché migliorare i rapporti con Putin che è un alleato strategico sia dal punto di vista culturale che economico andrà ad aumentare la conflittualità, danneggiando ancora di più la nostra economia e le nostre aziende le prime a considerare assurde le sanzioni contro Mosca. Paradossalmente tutto avviene nel momento stesso in cui gli Usa con Trump annunciano di voler rilanciare il dialogo e la collaborazione con il Cremlino". 

Sta facendo molto discutere la presa di posizione a favore del No al referendum da parte di The Economist. Che significa? Che i poteri forti mollano Renzi?

"Non mi interessa quello che dicono o pensano all'estero, a me interessa ciò che diranno i cittadini il 4 dicembre. Sul fatto che i poteri forti abbandonino Renzi ho qualche dubbio visto il sostegno al Sì della Goldman Sach, di Jp Morgan, della Merkel e di Obama. Resto fiducioso su vittoria del No perché il potere del popolo è più forte di quello delle lobby".
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