Emiliano "capopopolo" per Taranto dopo stop fondi Asl: "Pugliesi mobilitatevi"

25 novembre 2016 ore 17:13, Americo Mascarucci
"Tutta la Puglia deve mobilitarsi al fianco dei tarantini per pretendere dal governo ciò che loro spetta. Da anni la città subisce un inquinamento di Stato che ha spaventosamente aumentato ogni sorta di malattie"
Lo scrive su Facebook il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, dopo la bocciatura, da parte della commissione Bilancio della Camera, dell’emendamento alla Manovra finanziaria che avrebbe consentito alla Puglia di spendere 50 milioni di euro per fronteggiare le emergenze sanitarie causate dall'inquinamento a Taranto.
A firmarlo erano stati i parlamentari Vico, Pelillo, Capone, Ginefra, Grassi, Mariano, Mongiello, Bordo e Ventriciello, chiedendo "che per il triennio 2017-2019, venissero assegnate, con riferimento all'Azienda sanitaria locale di Taranto, risorse nel limite di spesa di 50 milioni di euro annui per l’assunzione e la stabilizzazione di personale del Servizio sanitario nazionale, per l’acquisto di materiale di consumo, attrezzature e attività diagnostiche di primo e secondo livello". 
"Occorre curare i malati e disinnescare la fonte di inquinamento- prosegue Emiliano su Fb - due cose che passano entrambe, purtroppo, da decisioni del governo centrale e non dall'autogoverno dei pugliesi. Il Governo - conclude - può cambiare idea solo se ognuno di noi si impegnerà a sostenere questa battaglia".
Il che tradotto è un invito alla mobilitazione di tutti i pugliesi per far sentire a Roma forte e chiara la pressione del territorio nei confronti dell'Esecutivo

Emiliano 'capopopolo' per Taranto dopo stop fondi Asl: 'Pugliesi mobilitatevi'
Stamane sulla vicenda è intervenuta direttamente il ministro della Salute Beatrice Lorenzin che ha chiarito:
"Per derogare al decreto ministeriale 70 è sufficiente operare una modifica dello stesso decreto ministeriale, senza intervenire su una norma di rango primario. Ho già istituito un tavolo di confronto con la Regione, le altre istituzioni locali i tecnici della direzione generale del Ministero e dell’istituto Superiore di Sanità al fine di approfondire le esigenze correlate alla situazione ambientale e sanitaria dell’area di Taranto nell'ottica di valutare l’esistenza dei presupposti tecnico-scientifici e giuridici che consentano di approntare una deroga al decreto ministeriale in questione". 

 

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