Guerriglia-6. Spaccatura Scelta Civica. Catania (Sc): «Mauro? Era tutto premeditato. La priorità ora è separarci»

25 ottobre 2013 ore 11:29, Marta Moriconi
Guerriglia-6. Spaccatura Scelta Civica. Catania (Sc): «Mauro? Era tutto premeditato. La priorità ora è separarci»
Mario Catania
, ex ministro dell'agricoltura e montiano doc, intervistato da IntelligoNews parla delle dimissioni di Gianluca Susta da presidente dei senatori dopo che la linea dei “popolari” è passata in Senato. In questa fase di gran confusione in agenda ora, per Catania, c’è una sola priorità: «L’urgenza è separarsi». E’ passata al Senato la linea di Mauro. Con quale spirito andrete avanti voi montiani? «La situazione ormai è chiarissima, come vado dicendo da diversi giorni. Una parte del partito ha deciso, insieme all’Udc, di fare un percorso verso destra , in piena legittimità e non sto qui a criticare, ma non è compatibile con le ragioni fondanti che ci hanno indotto a scendere in campo. Quelli che non condividono questo progetto di centro-destra, adesso, si dovranno organizzare e proseguire la loro battaglia». Cosa succederà adesso? Voi rimarrete in Scelta Civica e saranno i mauriani ad andarsene oppure? Su questo punto c’è molta confusione. «Il mio punto di vista è che non sia prioritario stare qui a disquisire sulle sigle, l’urgenza ora è separarsi. Per quanto mi riguarda è questa l’assoluta priorità. Così da riprendere a fare politica secondo le nostre idee, le proposte e i valori che non hanno nulla a che vedere con quelli dell’attuale centro-destra». Berlusconi, oggi, si dice che darà l’aut-aut. Chi non entrerà in Forza Italia, potrebbe unirsi ai mauriani e l’Udc? Ci è giunto questo spiffero… «Sicuramente. Il percorso che ha costruito Mauro in questi mesi porta esattamente a questo risultato. E credo che lui l’abbia fatto, avendo da tempo delle assicurazioni in quel senso». Non la stupirebbe quindi? «Non solo non mi stupirebbe, ma sarebbe per me palese conferma di un percorso che mi era già evidente. Forse qualcun altro dei nostri ha ritardato un po’ a comprendere quale fossero gli scenari». Monti ieri si è dimesso ufficialmente da presidente, ma ha deciso di rimanere nel gruppo. Però cambia tutto ora. «Cambia tutto sì, i numeri ora sono diversi, però non cambiano le motivazioni che ci hanno portato a cominciare questo progetto. C’è bisogno di una forza di centro, con valori liberali seri, che sappia parlare al Paese e sappia indicare le soluzioni corrette. I limiti dell’azione di questo governo sono evidenti». Quali sarebbero? «Nonostante l’impegno di Letta, ottimo presidente del Consiglio, c’è un meccanismo di conservatorismi incrociati, di destra e di sinistra, che per ora ha impedito quella forte azione riformatrice di cui il Paese ha bisogno». Il vertice al Colle sulla legge elettorale ha scatenato le polemiche. Qual è il suo commento? «Non commento il Presidente. Continuo ad avere totale fiducia nel Presidente Napolitano, sono per il rispetto dei ruoli istituzionali. Mi pare evidente che la legge elettorale è materia su cui il Parlamento deve esprimersi».  
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