Guerriglia-5, Nardella (Pd): «Rosy Bindi, impeachment... Guai a tirare la corda. Avanti con le riforme»

25 ottobre 2013 ore 9:03, intelligo
Guerriglia-5, Nardella (Pd): «Rosy Bindi, impeachment... Guai a tirare la corda. Avanti con le riforme»
di Claudia Farallo «Quando il Capo dello Stato ha incontrato Grillo le altre forze politiche non hanno chiesto l’impeachment. La sostanza è: vogliono fare o no la riforma elettorale?». Chiede di andare dritti al punto sulla legge elettorale Dario Nardella, deputato del Pd. E sul bipolarismo applicato in una realtà tripolarizzata con Pd, Pdl e M5S, Nardella, intervistato da IntelligoNews, ammette: «Può essere riduttivo ragionare in termini di centrodestra e centrosinistra, ma il punto è garantire una democrazia efficiente e funzionale». Il M5S chiede l’impeachment per il Presidente della Repubblica a seguito dell’incontro con la sola maggioranza sulla legge elettorale. Cosa ne pensa? «È una cosa fuori luogo di cui ora non abbiamo proprio bisogno. Il punto di fondo è che il Parlamento faccia la legge elettorale, al di là di quelle che possono essere le relazioni esterne delle forze politiche. E comunque la Costituzione non vieta che il Capo dello Stato incontri i rappresentati dei gruppi parlamentari». Si contesta il fatto che l’incontro sia stato limitato alla sola maggioranza. «Quando il Capo dello Stato ha incontrato Grillo, solo pochi mesi fa, le altre forze politiche non hanno chiesto l’impeachment. Quindi badiamo alle cose concrete. La sostanza è: vogliono fare o no la riforma elettorale?» La proposta per la nuova legge elettorale si è incardinata al Senato con molti nodi da sciogliere. Come giudica questa partenza? «Non mi sembra soddisfacente. Le leggi elettorali sono strumenti molto delicati: basta cambiare un aspetto specifico per modificarne completamente l’impatto in termini di traduzione dei voti in seggi. La soglia per accedere al premio di maggioranza è un aspetto fondamentale. Il doppio turno è decisivo per la governabilità, soprattutto in un sistema attualmente tripolare». In assenza di doppio turno, il premio di maggioranza riuscirebbe a garantire governabilità? «Temo di no, perché a quel punto sarebbe molto simile al Porcellum. Dobbiamo stare attenti a non passare dal Porcellum al Porcellinum. Per noi sono centrali tre aspetti: bipolarismo chiaro, con un’impostazione di tipo maggioritario che si può tradurre anche in un proporzionale fortemente corretto; riduzione della frammentazione politica; governabilità, cioè garantire maggioranze chiare che diano stabilità ai governi. Ovviamente se non avessimo una seconda camera come il Senato sarebbe tutto più agevole. Gran parte dei problemi che abbiamo oggi in Parlamento nascono proprio dalla mancanza di una maggioranza politica al Senato». Si tende a parlare di bipolarismo tra centrodestra e centrosinistra, ma con l’attuale situazione tripolare entra il gioco anche il M5S. «Questo non è escluso, infatti può essere riduttivo ragionare in termini di centrodestra e centrosinistra. Guardando anche all’Europa, stiamo assistendo a un generale cambiamento delle famiglie politiche. Il punto è che abbiamo bisogno di un sistema elettorale che parta dalla realtà politica attuale ma che garantisca che il responso politico possa tradursi in democrazia efficiente e funzionale». La fiducia nel governo scende al 25%. Effetto della guerriglia interna alla maggioranza, non ultimo il caso dell’elezione di Rosy Bindi alla presidenza della Commissione Antimafia? «La corda a furia di tirarla si spezza. Ma chi la spezza ne risponderà di fronte a tutti gli italiani. La soluzione è duplice: il governo deve riuscire a produrre risultati convincenti e il sistema dei partiti deve finirla con continue tensioni e polemiche. Il caso della Commissione Antimafia è emblematico: invece di fare guerriglia alla Bindi bisognerebbe fare la guerra alla criminalità organizzata. Anche il congresso del Pd è uno degli antidoti: rafforzandoci e acquisendo una nuova leadership saremo di maggiore aiuto allo stesso esecutivo». Si riuscirà ad arrivare a dei risultati concreti sulla legge elettorale entro il 3 dicembre? «Entro la prima metà di dicembre si potrà arrivare al passaggio in una delle due camere. L’incipit al Senato non è positivo, sarebbe stato meglio alla Camera».  
autore / intelligo
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