Bugie e disonestà continua, focus sull'adattamento del cervello

25 ottobre 2016 ore 9:48, intelligo

di Stefano Ursi


Ci sarebbe una spiegazione scientifica dietro al reiterare un comportamento o un'azione disonesta. Il focusè sull'amigdala. Uno studio dell'University College di Londra, pubblicato su Nature Neuroscience, ha preso in esame un gruppo di volontari, 80 persone fra i 18 e i 65 anni, cui è stato sottoposto un test: davanti ad un barattolo pieno di monete, ad ognuno veniva chiesto di azzeccare quante ce ne fossero all'interno e di inviare telematicamente ad un compagno il presunta stima. A seconda della stima, il volontario poteva andare o meno a beneficio dell'altro, alzando o abbassando il numero presunto di monete e più la stima alta andava a beneficio del volontario più questo la alzava progressivamente. Durante il test si è notato che l'amigdala, ovvero l'area cerebrale dedicata alle emozioni, era più attiva alla prima informazione non veritiera e man mano che le bugie crescevano l'azione dell'amigdala calava.


Bugie e disonestà continua, focus sull'adattamento del cervello
Sarebbe, dunque, un percorso legato alla risposta dell'amigdala quello che potrebbe portare a reiterare comportamenti o risposte disoneste a proprio vantaggio; ovviamente la certezza del collegamento fra l'amigdala e questi comportamenti, spigano gli studiosi, ancora non può essere provato con certezza ma rimane il fatto che il progressivo abbassamento del suo influsso contemporaneamente all'aumento dell'intensità delle azioni non veritiere è emerso. Nesso di causalità o meno, rimane certo il fatto che anche l'ambiente in cui si vive ha un ruolo decisivo in questo senso.

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