Mps, pronti tagli e 5mld: Paulson e Soros sostengono la quotazione

25 ottobre 2016 ore 12:13, Luca Lippi
A seguito dell’assemblea straordinaria convocata del consiglio di Amministrazione per ieri 24 settembre, è stato approvato l’aumento di capitale fino a un massimo di 5 miliardi di euro.
Solo l’annuncio ha provocato una scossa alle borse europee che ieri avevano aperto positivamente, in particolare Milano grazie alla spinta della banca senese. 
Poi, da sola Mps ha guadagnato il 28% ritornando a toccare i massimi a cui non arriva più da inizio luglio. E anche stamattina è impostata piuttosto bene.
Nell’avviso di convocazione dell’assemblea straordinaria si leggeva che si dava mandato al CdA la delega per l'aumento che dovrà essere esercitata "entro e non oltre il 30 giugno 2017"; mentre l'operazione dovrà esercitarsi con "esclusione o limitazione del diritto di opzione".

Gli argomenti sul tavolo della giornata di ieri
In discussione c’erano il piano di salvataggio presentato dal Ministro per lo Sviluppo Economico, quello di Corrado Passera, e il piano presentato da JP morgan e Banca Mediolanum. Il punto fondamentale risultava essere la necessità di fondi per l’approvazione di qualunque tipo di piano. 
Alcune indiscrezioni facevano pensare a investitori dal Qatar, ma la realtà dei fatti è che il mercato ha letto la necessità di posizionarsi long sul titolo per attirare più acquirenti possibili (ci sono molti finanzieri che hanno in portafoglio il titolo Mps e hanno tutto l’interesse che si velocizzi e si sostenga la quotazione di mps in Borsa allo scopo di farne ottimizzare i benefici derivanti dalla ricapitalizzazione). 
Alcuni di questi grandi fondi sono Paulson e Soros, ma bisognerà vedere se saranno convinti dalla programmazione o se abbandoneranno le posizioni prese. Questa crescita non sembra essere stabile se il piano dello stesso a.d. Marco Morelli, non lo sarà.

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Cosa c’è nel piano industriale presentato
E nel piano industriale della banca sono previsti 2.600 esuberi e la chiusura di 500 filiali. "Il costo del personale scenderà del 9% a 1,5 miliardi di euro nel 2019 rispetto ai quasi 1,6 miliardi del 2016 attraverso la riduzione che avverrà sia mediante un turnover naturale sia attraverso l'attivazione del Fondo di Solidarietà", spiega la banca. Le spese amministrative caleranno del 4% (da 740 milioni nel 2016 a 710 milioni nel 2019) per effetto della riduzione delle filiali che nel 2019 si attesteranno a quasi 1.500. 
Inoltre viene previsto un utile netto "a fine piano", ovvero nel 2019, "superiore a 1,1 miliardi di euro, con un rote target superiore all'11% nonostante la crescita prudenziale dei ricavi". Il modello operativo, si legge in una nota, sarà rinnovato e punta a un forte focus sull'efficienza, con un rapporto cost/income pari al 55% nel 2019 e allocazione alle attività commerciali di una maggiore percentuale di dipendenti che passa dall'attuale 62 al 71%.
Una curiosità, in origine gli esuberi stimati erano 3000, l’incontro con le parti sociali deve avere avuto il suo peso. Seguiamo gli sviluppi dell’operazione, intanto il titolo vola in Borsa anche oggi.

autore / Luca Lippi
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