Delitto di Seriate, sui guanti dna estraneo: l'uomo incappucciato esiste

25 ottobre 2016 ore 15:23, Americo Mascarucci
Una svolta nelle indagini sul delitto di Seriate sarebbe arrivata dai risultati preliminari delle analisi dei militari del Ris di Parma sul materiale che lo scorso 6 ottobre era stato ritrovato da un abitante di una villetta di via Presanella che dista circa 500 metri dalla casa in cui è stata sgozzata Gianna del Gaudio.
Mentre stava potando la propria siepe, tra i rami aveva notato una busta della spesa con all'interno un coltello lungo circa 20 centimetri, dei guanti e alcuni resti di cibo. 
Da una prima analisi dei carabinieri, sulla lama erano state rilevate tracce ematiche, in parte coperte dalla ruggine, mentre il cibo sarebbe risultato compatibile con quello ritrovato nella casa del delitto.
Delitto di Seriate, sui guanti dna estraneo: l'uomo incappucciato esiste
Sui guanti in lattice c’è però il dna di un soggetto maschile ignoto mentre – come trapelato nei giorni scorsi – sul coltello sempre rinvenuto in quella busta, ci sarebbero tracce di sangue della vittima. A renderlo noto è il procuratore capo di Bergamo Walter Mapelli. 

Il marito della vittima, unico indagato nell'inchiesta ma più per un atto dovuto che per indizi relativi ad una sua presunta colpevolezza, potrebbe essere a questo punto scagionato del tutto, dal momento che potrebbe diventare credibile quanto riferito dall'uomo agli inquirenti.
Ossia che il giorno del delitto avrebbe visto, mentre rientrava in casa, un uomo incappucciato che scappava. 
Poi entrato nell'abitazione ha trovato il corpo della moglie riversa a terra in cucina, accoltellata.
Se è vero che sui guanti in lattice c'è effettivamente il Dna di uno sconosciuto, non è da escludere che l'uomo incappucciato esista davvero. 

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