Bonus bebè 2017 raddoppia, ma si interrompe senza Isee: istruzioni

25 ottobre 2016 ore 12:12, Luca Lippi
Attenzione, perché il bonus di 80 euro si rinnova anche per il 2017 e addirittura raddoppia per chi ha redditi entro i 7000 euro, tuttavia per chi non ha presentato il nuovo Isee può dire addio al Bonus Bebè.
L’avvertimento è ufficiale e viene direttamente dall’Inps con la circolare n. 4255 del 21 ottobre scorso pubblicata sul proprio sito.
A seguito delle verifiche nella procedura di gestione delle domande dell'assegno di natalità, rileva l'istituto, è emerso che molti utenti che hanno presentato la richiesta nel corso del 2015, usufruendo del bonus per l'anno in corso, "non hanno ancora provveduto alla presentazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica (Dsu), utile al rilascio dell'Isee per l'anno 2016".
Per cui, l'Inps ha provveduto, nei confronti di tali soggetti, a sospendere l'erogazione dell'assegno per il 2016.
Isee nuovo per ogni anno
La sussistenza di un Isee in corso di validità, infatti, ricorda l'Inps (come indicato nella circolare n. 93/2015 attuativa della nuova misura introdotta dalla legge di stabilità dello scorso anno), è un requisito di legge previsto non solo ai fini dell'accoglimento delle domande nel primo anno di spettanza della prestazione, ma altresì per la prosecuzione del beneficio negli anni successivi al primo. 
Per tale ragione, il suddetto requisito viene verificato annualmente sia per la spettanza del diritto che per la misura dello stesso.

Che succede senza nuovo Isee
L'Inps precisa, affinchè si possa riprendere il pagamento delle mensilità sospese, ferma restando la permanenza dei requisiti di legge, "è necessario che gli utenti che hanno presentato domanda di assegno nel 2015, presentino la Dichiarazione Sostitutiva Unica per l'anno in corso entro e non oltre il prossimo 31 dicembre 2016".
La mancata presentazione, avvisa l'istituto, non solo comporterà la perdita delle mensilità sospese per quest'anno, ma altresì la decadenza in toto del beneficio, potendo di nuovo usufruirne soltanto a partire dal 2017, laddove ne ricorrano i requisiti. 

Cosa fare per il 2017
L'Inps ricorda che le Dsu hanno validità fino al 15 gennaio dell'anno successivo a quello nel quale vengono presentate.
Pertanto, anche se la domanda del bonus bebè si presenta di regola una sola volta (in genere nell'anno di nascita o adozione del figlio), è necessario che il beneficiario dell'assegno rinnovi la Dsu ai fini della verifica annuale dell'Isee per ogni anno di spettanza del beneficio.
Questo significa che per tutti gli aventi diritto all'assegno nel 2017, inclusi i "ritardatari" che presenteranno la Dsu entro il 31 dicembre 2016, a partire dall'1 gennaio 2017 occorrerà presentare tempestivamente una nuova dichiarazione sostitutiva, al fine di permettere all'istituto di verificare la permanenza dei requisiti di legge e, conseguentemente, "la puntuale e continua erogazione delle mensilità di assegno spettanti". 

Bonus bebè 2017 raddoppia, ma si interrompe senza Isee: istruzioni

Ricordiamo come richiedere il bonus 
L'assegno è erogato in una misura pari a 960 euro, da corrispondersi in rate mensili, tuttavia il beneficio è concesso a condizione che il nucleo familiare di appartenenza del genitore richiedente sia in una situazione economica corrispondente ad un valore dell'Isee non superiore ai 25.000 euro annui. 
Per i nuclei familiari in possesso di un Isee non superiore a 7.000 euro annui, l'importo annuale dell'assegno è raddoppiato. 
L'assegno è corrisposto direttamente dall'Inps: la domanda va presentata dal genitore convivente con il bambino, anche affidatario e inviata esclusivamente in via telematica attraverso il sito web dell'istituto previdenziale (www.inps.it)
Se non si è in possesso di un Pin dispositivo e di credenziali d'accesso al portale, sarà possibile affidarsi al patronato di zona oppure contattare il Contact Center Integrato tramite il numero verde 803.164 (numero gratuito da rete fissa) o il numero 06 164.164 (numero da rete mobile con tariffazione a carico dell'utenza chiamante). 
Laddove si sia in possesso dei requisiti necessari, la domanda potrà essere presentata dal giorno successivo alla nascita del figlio o al suo ingresso nel nucleo familiare in caso di adozione, e comunque entro 90 giorni da tale data. 
In conclusione: L'Inps interrompe l'erogazione dell'assegno a seguito di eventi che ne determinano la decadenza, ossia, decesso del figlio, revoca dell'adozione, decadenza dall'esercizio della responsabilità genitoriale, affidamento esclusivo del minore al genitore che non ha presentato la domanda e affidamento del minore a terzi. 
Inoltre, l'interruzione avviene anche se vengono meno i requisiti richiesti dalla legge, ad esempio, i parametri reddituali (Isee). 
Il soggetto richiedente è tenuto a comunicare all'Inps nell'immediato, e comunque entro 30 giorni, il verificarsi di una delle cause di decadenza sopra riportate. 
L’Isee deve essere presentato per ogni anno di spettanza dell’assegno per evitare l’interruzione dell’erogazione.

autore / Luca Lippi
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