Vallonia fa 'guerra' a Canada su libero scambio con Ue: intesa in bilico

25 ottobre 2016 ore 13:56, Lucia Bigozzi
Una piccola regione d’Europa blocca un gigante: in mezzo un accordo commerciale tra Europa e Canada che la Vallonia non vuole e per ora è riuscita a mettere in stand by. Sembra quasi di assistere all’eterna contrapposizione tra Davide e Golia, ma è tutto vero e l’affaire rischia di compromettere le relazioni tra l’America del Nord e il Vecchio Continente. L’accordo commerciale di libero scambio si chiama CETA ma il punto – non da poco – è che il Belgio “non è in grado di firmarlo” come ha annunciato il primo ministro belga direttamente da Bruxelles (ironia della sorte, proprio dalla Capitale dell’Ue). Il motivo sta tutto in Vallonia che dice no al Ceta: in questa regione del Belgio il ministro-presidente Paul Magnette ha escluso un ‘sì’ imminente usando un gioco di parole perché da giorni l’accordo commerciale di libero scambio tra Canada ed Europa non riesce a vedere la luce. Insomma, ratifica bloccata, con grande irritazione delle autorità canadesi. Può la regione di uno Stato mettere a rischio un accordo su scala internazionale? Bisogna andare a vedere le ‘regole’ tecniche in cui si articola l’impianto costituzionale belga per scoprire che nel caso di un trattato internazionale tutte le regioni del Paese devono essere d’accordo e dare il loro ok: solo così il governo belga può essere in grado di firmare il testo dell’intesa. 

Vallonia fa 'guerra' a Canada su libero scambio con Ue: intesa in bilico
E adesso? E’ in corso una sorta di gara contro il tempo per salvare il Ceta: non a caso il presidente del Consiglio europeo ha avuto una conversazione telefonica con il primo ministro canadese Justin Trudeau.
Da parte sua, Tusk ha affermato che il vertice Ue-Canada, in calendario giovedì è ancora possibile. I due leader hanno poi sollecitato tutti i protagonisti di questa partita ad impegnarsi per individuare una soluzione. Ma perché la Vallonia dice no al Ceta? Secondo le analisi di alcuni osservatori politici, dietro la rifiuto ci sarebbero ragioni di politica interna: la regione del Belgio è governata dai socialisti che – questa è la lettura ricorrente – per mettere in difficoltà il governo centrale di centrodestra, hanno deciso di cavalcare l’accordo Ue-Canada evidenziando i punti deboli dell’economia della Vallonia che secondo i socialisti dall’intesa internazionale ne uscirebbe ulteriormente penalizzata. Intanto, si procede a piccoli passi: in queste ore Ue e Canada dovranno decidere se confermare il vertice per giovedì nel quale è prevista la firma del ‘famigerato’ Trattato. A meno di nuove ‘sorprese’ dalla Vallonia. 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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