Omicidio Guerrina, Meluzzi: “Gratien? Non chiamatelo più Padre. Ma sta in un bel convento"

25 ottobre 2016 ore 13:35, Lucia Bigozzi
“Nessun dubbio sulla colpevolezza del signor Gratien, lo chiamo così perché trovo intollerabile che qualcuno lo chiami padre”. Netto e duro il commento di Alessandro Meluzzi, criminologo e psichiatra nell’intervista con Intelligonews sulla condanna di padre Gratien a 27 anni per l’omicidio di Guerrina Piscaglia. Non senza un j’accuse che rimanda ad altri delitti: “Trovo vergognoso a Bossetti, la Panarello, o Parolisi, sia stato comminato il carcere ancora prima della condanna di primo grado, mentre qui dopo la condanna di primo grado questo personaggio possa continuare a stare in un bel convento agostiniano a Roma, con un braccialetto, a spese del nostro 8 per mille”. 

Partendo dalla sentenza di condanna a 27 anni che valutazione tecnica dà di questo caso?

"Anzitutto occorre leggere il dispositivo della sentenza anche per capire, ad esempio, se sono state incluse le aggravanti. Ho seguito il caso, è stato un processo indiziario, basato però su indizi forti, gravi, convergenti e concordanti; quindi dire che è una sentenza emessa in ragionevolezza, anche se non c’è il cadavere della vittima. Determinanti sono stati quegli sms provenienti dal telefonino della povera Guerrina nel periodo successivo alla sua morte che sono chiari depistaggi indirizzati a personaggi che lei non conosceva e di cui non aveva il numero, la conservazione del telefono da parte di terzi con una sua riaccensione persino nel mese di luglio: tutto questo insieme di elementi mi porta a non avere alcun dubbio sulla colpevolezza di questo signor Gratien e lo chiamo così perché trovo intollerabile che qualcuno lo chiami padre". 

Da criminologo e psichiatra qual è il profilo del sacerdote che a suo avviso emerge da questa vicenda?

"Emerge il profilo di un personaggio con un comportamento e uno stile di vita assolutamente ambivalente, con una disponibilità economica e una condotta improntata alla doppiezza, alla falsità e proprio per questo incline a condizionare questa povera donna sola e frustrata. Trovo piuttosto grave che la Chiesa cattolica riesca a mettere in un vecchio convento un personaggio di questo tipo". 

Omicidio Guerrina, Meluzzi: “Gratien? Non chiamatelo più Padre. Ma sta in un bel convento'
Che impatto sociale può avere in una comunità locale una sentenza del genere che riguarda un sacerdote?

"L’impatto è forte, si tratta di ampie ferite che vanno ricomposte. Trovo vergognoso che a Bossetti, la Panarello, madre del piccolo Loris o come Parolisi, sia stato comminato il carcere ancora prima della condanna di primo grado, mentre qui dopo la condanna di primo grado questo personaggio può continuare a stare in un bel convento agostiniano nella città di Roma, con un braccialetto, a spese del nostro 8 per mille". 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]