Che fine ha fatto Dalila Di Lazzaro?

25 ottobre 2016 ore 14:00, intelligo
di Anna Paratore

Questa storia potrebbe essere il paradigma di molte vite, vite che sembrano partire alla grande, agli occhi di tutti destinate con buona probabilità a raccogliere solo gioia, felicità e benessere, e che invece si trasformano in vere e proprie odissee, dove tutto non sembra mai andare per il verso giusto quasi che un dio beffardo fosse lì, in agguato, sempre pronto a rovinarti la festa...

Dalila di Lazzaro nasce ad Udine il 29 gennaio del 1953 e, fin da piccola, è bella. Anzi, no, per l’epoca, lei così alta, sottile, naturalmente elegante e raffinata, è bellissima. Suo padre, Attilio, è un ex peso massimo che si è battuto anche con il grande Carnera, fa di professione l’artigiano e pare che sia anche un ottimo cuoco. Sua madre, Rosaria,  è una brava sarta e il vero capofamiglia grazie al piglio autoritario e deciso che la contraddistingue. I presupposti perché la piccola Dalila abbia un’infanzia se non felice almeno serena in seno a una famiglia che la ama, ci sarebbero tutti, ma ecco che qualcosa non va per il verso giusto. Dall’età di cinque anni, senza che i genitori se ne accorgano, la piccolina viene più volte violentata  da un parente.

Inutile provare a descrivere il trauma che si subisce a quell’età per simili, terribili abusi. Certo il carattere di Dalila si incupisce, e la ragazzina diventa difficile da trattare, chiusa in se stessa, magari stramba agli occhi di qualcuno che immagina sia solo una bimbetta viziata, magari, una che merita di essere corretta a suon di ceffoni. E così a problema si somma problema, tanto che Dalila a 15 anni rimane incinta del fidanzatino di allora, Franco 17enne, e con lui scappa di casa per evitare le percosse dei genitori che, a suo dire, la picchiavano addirittura con una stecca. Vanno a vivere a casa della madre di Franco, che è vedova.

Unica nota positiva in tutto ciò, è la nascita di Christian, il 5 aprile del 1969. La bellezza è la sua forza, perciò lavora come modella, in provincia, dove purtroppo però le opportunità sono poche. Comunque, col tempo le cose potrebbero migliorare se non fosse che un altro brutto ostacolo si frappone tra Dalila e la tranquillità. E’ un uomo di una certa età che si invaghisce di lei. Così Dalila racconta la brutta avventura in un’intervista di qualche anno fa: “Una cosa terribile ma mi considero fortunata: sono rimasta viva. Conosco questo tizio a Torino, 50 anni più o meno, in una fiera: mi osservava in  modo maniacale. All’epoca guadagnavo 5, anche 10mila lire al giorno: lui mi propose il doppio o il triplo, seppe essere convincente. Era toscano, mi diede un appuntamento a Firenze. Mi insospettii perché, in  macchina, cominciò ad andare verso Genova. Mi portò in una casa disabitata sul litorale e mi tenne sequestrata per tre giorni. Anche di questo non vorrei parlare a lungo, ma alla fine riuscii a scappare e a salvarmi. Dalla polizia seppi poi che era stato in prigione, per omicidio, era fuori in libertà vigilata.”  Insomma, pochi anni di vita, e già tanti problemi, almeno fino a quando le cose non sembrano cambiare.

Dalila decide di trasferirsi a Roma con il figlio in cerca di fortuna. Sola, dopo la fine del breve matrimonio, la Di Lazzaro viene bene accolta nella Capitale, dove il vento sfavorevole della sua vita sembra improvvisamente cambiare. Lavora di nuovo come modella, ma questa volta con successo e buoni guadagni. Conosce il produttore Carlo Ponti, che la prende sotto la sua protezione per lanciarla nel mondo del cinema, ed ecco che già qualcosa sembra incrinarsi nel panorama idilliaco del momento. 

Viaggia molto, sfila per i marchi più prestigiosi e riesce ad interpretare una trentina di pellicole, all’inizio con ruoli minori per arrivare poi alla parte principale che Alberto Lattuada le offre in Oh, Serafina (1976); seguiranno molte altre pellicole in cui l’attrice interpreterà per lo più il ruolo di femme fatale, e anche parecchie fiction televisive, non solo in Italia, ma anche in Francia, Svizzera e Regno Unito.Tutto quindi sembra andare bene nella vita di Dalila Di Lazzaro che ha avuto un inizio tanto travagliato. Ma ecco che di nuovo qualcosa di terribile l’attende dietro l’angolo… Il figlio Christian, una notte, mentre sta tornando a casa, ha un terribile

Che fine ha fatto Dalila Di Lazzaro?
incidente e muore. Per Dalila è, in un certo senso, la fine di tutto. Dice: “Christian esiste. I miei sentimenti si aggrovigliano: mio figlio era tutto. Era anche un padre, per me: mi sono sentito orfana. Christian era la sicurezza, la lucidità, la forza, era un’isola di intimità. E poi era buffo: mi capiva, mi ascoltava, sapeva ridere con me. Quante volte, tornando a casa, lo trovavo sveglio e gli confidavo le stupidissime, ridicole situazioni delle serate che avevo appena trascorso, una cena, una festa, un corteggiatore screanzato, le invidie, le gelosie… Ridevamo. Mi sentivo purificata.” Insomma, un dolore che non si può superare il suo se non dicendo a se stessa che suo figlio è comunque sempre con lei.

Dopo la morte di Christian, a Dalila resta poco o niente. Il suo lavoro, certo, ma anche quello viene messo in discussione stavolta da un incidente che avviene a lei: la frattura dell’atlante, la prima vertebra cervicale per colpa di una buca in viale Tiziano, a Roma.  La vita d’attrice della Di Lazzaro finisce praticamente lì perché lei ormai è distrutta dal dolore che non le passerà mai del tutto.  A questo punto, Dalila prende ad occuparsi di cause sociali, come ad esempio l’adozione per i single, cosa che sogna da tempo. Tutte le porte però sono chiuse e lei, a 62 anni, aiutata anche da un nuovo compagno, decide di avere un bambino. Alla fine, riesce a restare incinta, ma dopo poche settimane di gestazione ha un aborto naturale, e deve definitivamente dire addio a un sogno un po’ folle, che ha fatto discutere molto dopo che Dalila ne ha parlato.

E’ giusto tentare di avere un figlio in età tanto avanzata? Non è questo il luogo per cercare delle risposte, ma certo Dalila ha un immenso vuoto nella vita che non è mai riuscita a colmare.  Quello che le possiamo augurare che il dio maligno che così tanto l’ha fatta soffrire si sia stancato di lei, e le lasci vivere almeno con serenità questa fase della sua vita. Auguri, Dalila. 

autore / intelligo
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