Referendum Costituzionale, Presidenzialisti per il No, Pispico: "Troppi rischi e seri"

25 ottobre 2016 ore 15:31, Americo Mascarucci
Si chiama Presidenzialisti per il No l'associazione presieduta dall'ex presidente della Camera Gianfranco Fini e composta da politici ed esponenti della società civile che oggi si è presentata nell'ambito di una conferenza stampa.
Si scioglierà 15 giorni dopo il referendum come da statuto, ma intanto è decisa a dare battaglia contro la riforma costituzionale del Governo Renzi.
Intelligonews ha intervistato Silvia Pispico co-fondatrice dell'Associazione e responsabile giovanile. 

Perché il nome Presidenzialisti per il No?

"Perché siamo sempre stati convinti che il presidenzialismo sia lo specchio del popolo e la massima espressione della democrazia, nel momento in cui agli elettori viene data la possibilità di scegliere la massima autorità dello Stato, il Presidente della Repubblica. Proprio perché presidenzialisti diciamo no a questa riforma costituzionale che non esitiamo a definire una truffa. Renzi accusa il centrodestra di essere populista e di non voler cambiare, quando è vero esattamente il contrario. Il centrodestra ha sempre sostenuto l'esigenza di una riforma costituzionale e lo ha fatto anche con un referendum nel 2006. Riteniamo che la Costituzione vada rivista anche nei suoi principi fondamentali alla luce di una evoluzione socio-antropologica".

Perché quindi voterete No?

"Perché la riforma costituzionale varata dal Governo unita all'Italicum non consente più l'esistenza di contrappesi fra i poteri esecutivo e legislativo. Ci sarà una forte prevalenza del potere esecutivo con il segretario del partito e premier che andrà a nominare in Parlamento persone di sua fiducia, con il ricorso alle liste bloccate. Non solo, potrà nominare anche il Presidente della Repubblica e quindi si andrà incontro ad una vera e propria dittatura silenziosa"

Eppure il Premier Renzi sostiene che far fallire questo referendum significherà bloccare le riforme per altri venti anni

"Falso, Bisogna guardare l’evoluzione storica dei fatti. Nel 2006 c’è stato una referendum proposto dal centrodestra per cambiare la Costituzione quindi Renzi non si è inventato nulla di nuovo. Ma non possiamo accettare la logica di un Senato in cui siederanno sindaci e consiglieri regionali che potranno avere anche soltanto 18 anni, mentre alla Camera resta in vigore l'età minima di 25 anni per essere eletti. Un Senato che diventerebbe una porta girevole con senatori che vanno e vengono, visto che i consigli regionali non hanno tutti la stessa data di scadenza. Persone che potranno pure usufruire dell'immunità parlamentare". 

E sulla questione dei costi?

"La struttura del Senato rimane intatta, quindi i costi sono sempre gli stessi. I senatori potranno usufruire del rimborso per le trasferte e senza alcun limite. Nessun risparmio significativo da questa riforma. Soltanto tanti slogan, pura forma e nessuna sostanza. Diciamo di votare No per impedire una riforma pasticciata e confusa che non aiuta, anzi restringe gli spazi della democrazia. Da presidenzialisti noi siamo convinti che il popolo debba essere libero di scegliere da chi essere governato, e non limitato nelle sue facoltà".
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