Agenzia Entrate: 60mila lettere ad 'affitti in nero' sospetti. Rischi aziende e Partite Iva

25 ottobre 2016 ore 21:05, intelligo
Una valanga di lettere in arrivo da Agenzia delle Entrate; si parla di 60 mila per la precisione, e tutte a persone fisiche, quindi c’è da aspettarsi un attacco altrettanto massiccio nei confronti di aziende e Partite Iva.
L’Agenzia delle Entrate mette sotto la lente contribuenti persone fisiche che nell’anno 2012 hanno percepito e non dichiarato, o dichiarato parzialmente, redditi di fabbricati derivanti da contratti di locazioni di immobili, compresi quelli per i quali è stato scelto il regime della cedolare secca.
Le lettere saranno recapitate tramite posta ordinaria o, in futuro, per i titolari di partita Iva, agli indirizzi di posta elettronica certificata (Pec) registrati nell’Indice Nazionale degli Indirizzi di Posta Elettronica Certificata (INI-PEC), istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico. 

Il dettaglio di tutti gli elementi di anomalia riscontrati sarà invece disponibile all’interno del cassetto fiscale, nella sezione “L’Agenzia scrive”, dedicata alle comunicazioni pro compliance.
Chi riceverà la lettera del Fisco potrà mettersi in contatto con l’Amministrazione finanziaria per chiarire subito la propria posizione, evitando che l’anomalia si traduca in futuro in un avviso di accertamento vero e proprio. 
Questo sia se dal confronto emergerà che il contribuente non ha commesso errori, sia nel caso in cui il cittadino voglia regolarizzare in maniera agevolata la propria posizione con le sanzioni ridotte previste dal nuovo ravvedimento operoso.

Agenzia Entrate: 60mila lettere ad 'affitti in nero' sospetti. Rischi aziende e Partite Iva

In sostanza è un avviso bonario che invita tutti a visionare le informazioni e le valutazioni operate dai tecnici di Agenzia entrate sulla valutazione reddituale dei fabbricati in loro possesso. 
La lettera invita tutti a regolare ‘eventuali’ errori (leggi, valutazioni non in linea con le aspettative di Agenzia entrate) nella pubblicazione del reddito dei fabbricati nella dichiarazione relativa all’anno d’imposta 2012.
Per essere sempre più ‘Fisco Amico’ Agenzia entrate mette a disposizione uno strumento sul proprio sito denominato ‘Calcolatore sanzioni ed interessi infedele dichiarazione ravvedimento operoso anno d’imposta 2012’ per consentire a tutte le persone raggiunte da avviso di provvedere senza possibilità di errore il calcolo delle sanzioni e degli interessi dovuti in presenza di cedolare secca. 
Il calcolatore elabora velocemente al posto dei contribuenti le sanzioni ridotte del ravvedimento operoso per i redditi 2012, sia in caso di imposta sostitutiva della cedolare secca, sia in caso di imposte ordinarie per reddito da fabbricati.
Con questa ondata di comunicazioni l’Agenzia fornisce ai cittadini informazioni sul reddito di fabbricati derivante da canoni di locazione che, dai dati in possesso delle Entrate, risulterebbe non dichiarato, in tutto o in parte, nel modello Unico Pf o nel modello 730, presentati nel 2013 per i redditi 2012.
Se il contribuente ammette l’errore, può correggerlo utilizzando il ravvedimento operoso, presentando una dichiarazione integrativa e versando le maggiori imposte dovute, i relativi interessi e le sanzioni correlate alla infedele dichiarazione in misura ridotta. Per effettuare il pagamento, occorrerà indicare nel modello F24 il codice atto riportato in alto a sinistra sulla lettera.
Come potete notare, non esiste la procedura per contestare la presunzione di Agenzia Entrate qualora il presunto evasore, non lo sia affatto!
Le lettere consentono ai contribuenti interessati di regolarizzare gli errori e le omissioni eventualmente commesse con le modalità previste dall’istituto del ravvedimento operoso (articolo 13 del Dlgs n. 472/1997), fruendo così della sanzione  ridotta per infedele dichiarazione. 
Le Entrate ricordano che se il reddito di locazione è stato assoggettato ad Irpef, la sanzione ridotta è pari al 15% della maggiore imposta determinata (ossia un sesto della sanzione minima –90%). Invece, se è stato scelto il regime della “cedolare secca”, previsto per i contratti di locazione di immobili ad uso abitativo, la sanzione sarà più elevata, ovvero pari al 30% della maggiore imposta determinata (ossia 1/6 della sanzione minima -180%), se i canoni sono stati dichiarati solo parzialmente; 40% della maggiore imposta determinata (ossia 1/6 della sanzione minima -240%), nel caso in cui non siano stati dichiarati.

autore / intelligo
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