Furlan: "Sono stato a pranzo con Silvio. Ecco cosa ci siamo detti..."

25 settembre 2013 ore 11:52, Lucia Bigozzi
Furlan: 'Sono stato a pranzo con Silvio. Ecco cosa ci siamo detti...'
“Sono stato a pranzo con Berlusconi ad Arcore e abbiamo parlato della nuova Forza Italia. D’accordo con Galan: 80 per cento società civile, 20 per cento politici di lungo corso”. “Vorrei occuparmi del movimentismo per riportare al voto i delusi”. Candidatura? “Mai parlato con il presidente, ma nella vita non escludo nulla a priori”. A Intelligonews, Simone Furlan leader dell'Esercito di Silvio parla del suo rapporto col Cav. e della nuova Forza Italia. Ma si toglie anche qualche sassolino ...
Furlan, lei ha fatto breccia nel cuore di Silvio? «Conosco il presidente Berlusconi dal 2007, sebbene non abbia mai sbandierato questo rapporto perché non ce n’era motivo». Come vi siete conosciuti? «L’ho conosciuto per motivi professionali, avevo realizzato un progetto in Val d’Aosta e successivamente sono entrato in contatto con lui. Credo che il presidente abbia apprezzato fortemente il fatto che da cittadino – io non sono un politico – ho deciso di metterci la faccia, le mie idee e da imprenditore sono sceso in campo come fece lui nel ’94, ovviamente senza nessun paragone con la sua levatura e il suo profilo. Ma lo spirito è lo stesso: ho capito che era arrivato il momento in cui la società si impegnasse per diffondere e sostenere le idee di Berlusconi. Credo che abbia apprezzato il coraggio e la passione. Se ho fatto breccia nel suo cuore sono felice, perché la stima e l’affetto nei suoi confronti sono sinceri e penso che questo lui l’abbia capito». Tre volte in un mese ad Arcore a pranzo con il Cav. Che succede? … (ride)… «Sicuramente negli ultimi due mesi ho avuto diversi contatti telefonici con lui e abbiamo avuto anche modo di vedersi ad Arcore». Che vi siete detti? «L’unico aspetto di cui discuto col presidente è campire come riuscire a sostenerlo attraverso il nostro movimento, l’Esercito di Silvio. In che modo favorire l’innesto della società civile nella nuova Forza Italia; al presidente porto le istanze della nostra gente, dei nostri giovani. A noi preme che ci sia davvero un rinnovamento forte e che si recuperi lo spirito del ’94 all’interno del quale c’era il sogno e la speranza di fare qualcosa di grande; per rendere Forza Italia davvero rivoluzionaria nelle idee e profondamente rinnovata». E Berlusconi cosa le ha risposto? «È assolutamente d’accordo sul fatto che occorre un impulso, uno slancio da parte della società civile affinchè scenda davvero in campo. Berlusconi me lo ha detto tante volte e lo ha ripetuto nel videomessaggio: i cittadini devono prendere in mano la gestione del bene comune perché, altrimenti, qualcun altro lo farà per lui. E’ arrivato il momento di creare una nuova classe dirigente e che ci sia attivismo da parte di tutti. Lo stesso Galan che con Berlusconi ha fondato Forza Italia nel ’94 sta portando avanti la mia tesi. All’inizio non aveva esperienza politica, poi è diventato un grandissimo politico. Bisogna tornare a questo tipo di impegno». E’ in contatto anche con Galan? «Ci sentiamo ogni tanto. Va riconosciuto a Galan il fatto di essere stato l’unico politico nella fase in cui il nostro movimento era osteggiato dall’establishment a partecipare alla convention di chiusura del nostro tour nazionale. Un riconoscimento del lavoro di riattivazione della base che ho molto apprezzato». Ma l’establishment c’era nel Pdl e ci sarà anche in Fi. Quindi il rinnovamento che lei invoca attraverso quali passaggi si dovrebbe realizzare? «Ha ragione Galan quando dice che almeno l’80 per cento deve essere espressione di un ricambio vero; il restante 20 per cento deve essere rappresentato da quelle persone e ce ne sono, che hanno lavorato seriamente supportando e valorizzando le idee del presidente. L’80 per cento del nuovo, secondo me va selezionato nelle regioni. Condivido l’idea di Galan: chi ha rappresentato nel ’94 il pilastro territoriale di Fi può delegare su ogni realtà locale due-tre giovani capaci e appassionati, in maniera da costruire una classe dirigente nuova. Non solo, occorre valorizzare tutti gli amministratori locali – dai sindaci ai consiglieri comunali, provinciali o regionali – che conoscono il territorio e ne sono espressione. Il dramma vero del Pdl è stato che ad un certo punto c’erano parlamentari che la gente non conosceva. Dobbiamo poter contare su parlamentari del territorio che parlano con la signora Maria e portano le sue istanze in Parlamento». Nel 20 per cento del “vecchio” tra Alfano e la Santanchè chi sceglierebbe? «A me non appassiona il tema della lotta tra falchi e colombe. Personalità come Alfano e la Santanchè sono importanti e devono stare nella nuova Forza Italia. La Santanchè perché ha il coraggio e la passione che la base si aspetta; Alfano perché ha dimostrato di essere un ottimo ministro e di avere il profilo dell’uomo governativo». Ha visitato la nuova sede di Fi? «Sì, c’ero il giorno dell’inaugurazione». Accanto a Berlusconi? «Quel giorno ho lasciato tranquillo il presidente; era giusto che si concedesse a tutti, al suo popolo, anche perché sapevo che sarei stato a pranzo con lui qualche giorno dopo». Nel partito lei non ha molti fans, la guardano dall’alto in basso e dicono che Furlan non può parlare a nome del partito. Cosa risponde? «Chi ha detto questo resterà sorpreso. Io non parlo a nome del partito perché non mi sono mai riconosciuto nel Pdl. Io parlo a nome della società civile che si è dovuta turare il naso per votare certe persone poi elette in Parlamento. La cosa che dico sempre al presidente e alla nostra gente è che noi votiamo Silvio Berlusconi, le persone che mi contestano sono solo comparse». Furlan dica la verità: ha già in tasca un biglietto di andata per il Parlamento? «Non ho mai discusso di questo con il presidente. La cosa che penso gli sia piaciuta di me è che non gli ho mai chiesto nulla. Gli ho detto che se la mia figura è considerata una risorsa a me piacerebbe dedicarmi al movimentismo per riportare nell’alveo di Fi gli elettori delusi che non si riconoscevano più nel Pdl. Vorrei fare questo, penso di saperlo fare e di averlo dimostrato». Escluderebbe dunque una sua candidatura alle prossime politiche? «Nella vita non escludo nulla a priori».
autore / Lucia Bigozzi
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