Rosetta svela cosa tiene in vita una cometa

25 settembre 2015, Luca Lippi
Rosetta svela cosa tiene in vita una cometa
Chi è Rosetta? Rosetta è una cometa, scientificamente classificata col codice 67P.
Il suo ciclo vitale è stato individuato nell’alternanza di apparizione e scomparsa dell’acqua con regolarità, il fenomeno è ovviamente legato alla sua rotazione. Quando la superficie del nucleo è esposta al Sole, il ghiaccio si dissolve, per poi ricomparire nel periodo in ombra.

A scoprire questo comportamento è stato un gruppo di ricercatori, guidati da Maria Cristina De Sanctis dell’INAF, grazie alle immagini raccolte dallo spettrometro  VIRTIS (Visible InfraRed and Thermal Imaging Spectrometer) a bordo della sonda Rosetta dell’Agenzia Spaziale Europea.

Dunque questo è il meccanismo che accomuna tutte le comete, il loro ciclo vitale. Le comete sono grandi aggregati di ghiacci e polveri, che periodicamente proiettano nello spazio parte del loro materiale durante l’avvicinamento al Sole. Quest’ultimo scalda il nucleo freddo di questi corpi celesti, e così i loro componenti ghiacciati passano dallo stato solido direttamente a quello gassoso. Questo flusso di gas e particelle di polveri creano la cosiddetta chioma e la coda che rendono alcune comete osservabili anche dalla Terra.

Le osservazioni realizzate da VIRTIS di alcune zone di ghiaccio che appaiono e scompaiono con regolarità su Hapi, una regione del collo del nucleo di 67P, hanno fornito le informazioni necessarie per capire cosa accade.

Secondo i ricercatori che hanno partecipato allo studio i dati mostrano che, quando un’area del nucleo è illuminata, il ghiaccio d’acqua presente in superficie e fino ad alcuni centimetri di profondità si trasforma in gas allontanandosi dalla cometa. Al ruotare della cometa, la regione entra poi nella zona d’ombra e così la sua superficie si raffredda rapidamente, mentre gli strati sottostanti, meglio protetti, mantengono più a lungo il calore accumulato nelle ore precedenti. In questo modo il ghiaccio d’acqua appena sotto la superficie continua a sublimare e risalire verso l’esterno, facendosi strada nella struttura porosa delle rocce del nucleo. Una volta raggiunta la superficie ormai fredda, il vapor d’acqua si solidifica ancora, creando così un nuovo strato di ghiaccio, che vaporizzerà quando il sole tornerà a splendere su quella zona.

Per Enrico Flamini, Chief Scientist dell’Agenzia Spaziale Italiana “Questa evidenza del ciclo dell’acqua su una cometa è una scoperta scientifica rilevante ed è una ulteriore conferma delle qualità uniche degli spettrometri a immagini come VIRTIS impiegati nell’esplorazione planetaria. Questi strumenti rappresentano oggi una eccellenza italiana che l’ASI è orgogliosa di aver realizzato, con l’Industria nazionale, e aver messo a disposizione del PI e del suo davvero eccellente team scientifico”.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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