Come sará l'apocalisse tra 10 anni: scenari da incubo

25 settembre 2015, intelligo
Come sará l'apocalisse tra 10 anni: scenari da incubo
Il futuro del pianeta non è così roseo. Non è una novità visto il buco dell’ozono e i ghiacciai che si assottigliano, ma a suonare strano è il risultato di due studi pubblicati sulle riviste scientifiche Pnas e Science Advances. 

Ecco la tesi: se bruciassimo tutti i combustibili fossili esistenti, il livello dei mari si innalzerebbe di 60 metri e non ci sarebbe più scampo per moltissime città tra le quali New York, Shanghai, Londra e Parigi, Berlino. E se le emissioni di gas serra continueranno – come accaduto finora –a galoppare, tra dieci anni circa 50 milioni di persone si trasformeranno in “rifugiati climatici”, in fuga dai disastri provocati da riscaldamento globale e desertificazione. 

Dati e previsioni da brivido che arrivano nell'anno della conferenza di Parigi e dell'accordo sul clima firmato al G7 di Elmau. La prospettiva di un “collasso climatico” dovuto all'aumento della temperatura, al consumo continuo di combustibili e alla produzione di emissioni ai ritmi attuali, sembra verosimile.

GLI EFFETTI. Calotta antartica a rischio. “Se dovessimo bruciare tutte le riserve di combustibili fossili, questo eliminerebbe la calotta antartica e provocherebbe un innalzamento permanente del livello del mare senza precedenti nella storia umana”, sottolinea Ricarda Winkelmann, autrice dello studio. Entro i prossimi 60-80 anni gli oceani potrebbero sommergere un'area che oggi ospita un miliardo di persone: città come Tokyo, Hong Kong, Shanghai, Calcutta, Amburgo e New York ma anche buona parte dell’Italia. Altro elemento riguarda l’agricoltura: il report diffuso da The Economics of Land Degradation, dice che nei prossimi dieci anni sarà inutilizabile il 52% del suolo arabile. Le cause sono tre: desertificazione, deforestazione e inquinamento. 

LuBi

autore / intelligo
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