Non più solo un volto, adesso la Gioconda ha un nome

25 settembre 2015, Micaela Del Monte
Non più solo un volto, adesso la Gioconda ha un nome
La Gioconda è uno dei ritratti più famosi e più misteriosi della storia, ma forse uno dei suoi più grandi interrogativi sta per essere svelato.

Sembra infatti che degli archeologi italiani, tra i quali si annovera Silvano Vinceti (tra l'altro presidente del comitato nazionale per il recupero dei beni culturali), abbiano localizzato i resti della nobile fiorentina Lisa Gherardini, ritenuta essere la modella ritratta da Leonardo Da Vinci. 

Secondo gli archeologi che stanno cercando di risolvere il mistero la tomba della Gioconda è nel convento di Sant'Orsola a Firenze: lo dicono gli esami del carbonio 14 fatti su resti ossei coevi alla sepoltura di Lisa. Uno dei tre reperti ossei prelevati dalla cripta del monastero si è rivelato compatibile con il periodo di morte di Lisa (1542) e potrà essere confrontato con il Dna dei figli. 

L'annuncio è fatto proprio da Silvano Vinceti: "È molto probabile che grazie al Carbonio 14 abbiamo individuato in un cassone della cripta di Sant'Orsola a Firenze alcuni resti ossei di una salma coeva di Lisa Gherardini Del Giocondo", la modella di Leonardo da Vinci per la Gioconda appunto, "inoltre ci sono elementi convergenti, che dicono che potremmo aver scoperto la tomba di Lisa. Parlo di studi storici, antropologici, archeologici svolti con rigore".

"La sicurezza che alcuni dei resti esaminati siano di Lisa non la diamo - ha precisato Vinceti - ma la probabilità è altissima. Faccio notare che molti storici avrebbero detto che si tratta di Lisa solo sulla base di semplici enunciazioni, con molti elementi in meno e senza dati scientifici"

La ricerca di Lisa potrebbe, però, fermarsi qui: come ha spiegato il professor Giorgio Gruppioni "al momento non è possibile procedere con l'esame del Dna con le tecniche disponibili attualmente; vediamo cosa ci darà la tecnologia nei prossimi anni. In particolare i resti dei figli che furono trovati nella chiesa di Santissima Annunziata sono troppo degradati dalle alluvioni dell'Arno e non danno Dna sufficiente per eventuali esami di raffronto" con i resti ossei trovati in Sant'Orsola.
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