Anche in Germania le imprese scricchiolano. Cosa farà adesso l'Ue?

26 agosto 2014, intelligo
di Gianfranco Librandi E se la fiducia delle imprese in Germania crollasse? Siamo stati facili profeti prevedend
Anche in Germania le imprese scricchiolano. Cosa farà adesso l'Ue?
olo in anticipo, e non perché siamo più bravi degli altri, ma solo perché abbiamo rispetto del rigore della Scienza Economica. L’Indice IFO (un indicatore della fiducia delle imprese) segnala in Germania un crollo da quota 108 agli attuali 106,3 in soli quattro mesi. Il dato atteso era 107,1 e quindi hanno mentito anche i bacchettoni teutonici mettendosi in coda allo sportello dell’ufficio anagrafe dei “menzonieri”. Ora sarà tutto fattibile, soprattutto produrre debito pubblico senza limiti, stampare moneta come se non fosse successo niente fino ad oggi. Riempiranno le tasche di chi non è ridotto a brandelli dalle inutili politiche d’austerità, per comprare a saldo quello che è stato maltolto a imprenditori e cittadini europei onesti caduti nelle trincee della dabbenaggine e dell’ignavia. Ora si farà come il “manovratore statunitense” ha fatto già vedere. Fare debito all’infinito velocizzando l’uscita dalla crisi, loro l’hanno creata e loro la risolvono (una contraddizione piuttosto pericolosa). La BCE sarà liberata, potrà fare le manovre che ha sempre “minacciato” di fare, e allora un brindisi alla spesa pubblica. Eppure era così facile non ridursi in questo stato. Aumentare la spesa pubblica è come allungare con acqua il caffè, sembra la soluzione ma chi beve dopo non avrà il suo espresso. E’ solamente preparare una nuova crisi per le generazioni future, è come vivere sopra le righe lasciando in eredità alle generazioni future debiti enormi. Non è servito a niente fare parte dell’Europa, per i più attenti questo dato è il fallimento dell’UE, tolta la coperta, si vede la truffa. Bastava rispettare i parametri di Maastrich senza cedere sovranità monetaria, e se qualche “professore” volesse tentare di osteggiare questa teoria, segnaliamo che non è per niente una teoria. La Svizzera ha un deficit risibile, debito pubblico al 35,4% del PIL e una previsione di crescita del 2,2% con un tasso di disoccupazione del 3%. La Svizzera è nel cuore dell’Europa e non fa parte dell’eurozona! Se all’improvviso stampare moneta non è più un problema, allora va bene tutto. “Qualcuno” però dovrà spiegare tutto questo alle famiglie ridotte alla fame, ai parenti dei morti suicidi mai sufficientemente pubblicizzati, a uno “stato sociale” annientato, ai capitalisti travestiti da finti liberisti, e a chi ha fatto finta di non vedere per “trenta denari”.
autore / intelligo
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