Brasile, ennesima rivolta in carcere: morti e feriti

26 agosto 2014 ore 13:31, Micaela Del Monte
Per un mese il Brasile è sembrato un Paese felice, un Paese in grado di ospitare una delle più importanti competizioni sportive del mondo.  Per un mese il Brasile è sembrato un Paese "normale", pieno di luce e di gente felice sempre in festa. Sembrava, perché ora bisogna tornare a fare i conti con la realtà e con le condizioni che hanno caratterizzato il Brasile prima dei Mondiali di calcio.
Brasile, ennesima rivolta in carcere: morti e feriti
Scontri e rivolte che mettono in pericolo la vita delle persone, e questa volta, di nuovo, a pagarne le conseguenze sono i detenuti e le guardie di una prigione: una sanguinosa rivolta si è infatti accesa una prigione, la Cascavel nel Paranà. Il Brasile è da sempre un Paese con un cronico problema di sovraffollamento e violenza nel sistema carcerario. Al momento della rivolta infatti nel penitenziario si contavano 1.200 reclusi, mentre erano solo undici le sentinelle di guardia. L'insurrezione, guidata da due gang di spacciatori ha portato la morte di quattro detenuti, due dei quali decapitati, mentre almeno due guardie sono state prese in ostaggio. I rivoltosi chiedono, o meglio esigono, visite meno rigorose, maggiore dialogo con la direzione carceraria e pasti di migliore qualità. I detenuti in rivolta adesso controllano il 60% dell’edificio e hanno raggiunto il tetto del carcere dove sono stati bruciati materassi ed è stata alzata la bandiera di una nota fazione criminale, Pcc (Primeiro comando da capital), la maggiore organizzazione del narcotraffico brasiliano. Alcuni di loro, incappucciati, hanno anche lanciato nel vuoto compagni di cella appartenenti a gang rivali.
Brasile, ennesima rivolta in carcere: morti e feriti
Le principali cause della rivolta sarebbero legate alle condizioni igieniche dell'istituto, ma soprattutto al pessimo cibo servito. Il tutto infatti sembra essere cominciato durante l'orario di mensa. Ma a oltre 24 ore dallo scoppio della ribellione, la polizia militare ha rivelato che la tensione è ancora altissima: decine di feriti e nessuna informazione sulle condizioni di salute delle due guardie. Nonostante ciò,  la Segreteria di Giustizia ha reso noto che sono ripresi i negoziati tra le autorità e gli insorti, e che i mediatori cercheranno di placare la furia dei reclusi insorti. La situazione è veramente critica, basta pensare che nello stato di Paranà si sono verificate 18 rivolte in un anno e questo perché la situazione delle carceri in Brasile è letteralmente esplosiva. Il sovraffollamento ha raggiunto livelli incontrollabili. In tutto il Paese ci sono più di 548 mila detenuti, il che vorrebbe dire, secondo l'ONG Conectas, che il Brasile avrebbe bisogno di altri 207 mila posti. Se per un attimo abbiamo pensato che il Brasile fosse un paese "felice" ci sbagliavamo di grosso...
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