Mercati: quanto costa all'Europa la crisi cinese

26 agosto 2015, Luca Lippi
Mercati: quanto costa all'Europa la crisi cinese
La Cina negli anni scorsi ha trainato il resto del mondo con i suoi acquisti di materie prime accumulando crediti nei confronti di Stati sempre più indebitati e quindi aumentando il rischio del suo sistema finanziario.

In sintesi, la Cina si è trasformata in un paese con banche strapiene di crediti spazzatura, aziende di Stato decotte che si mantengono con fiumi di aiuti e da ultima aggredita da un’enorme bolla speculativa in Borsa. Il presunto colosso non può essere più la fabbrica a basso costo del mondo, ed è ancora assai lontano dal divenire un’economia stabile ed evoluta, l’errore è stato quello di usarlo come “il barcone” della salvezza del mondo finanziario.

STATI UNITI: responsabili del disastro globale del 2008/2009 hanno "scaricato" l’immondizia prodotta da finanzieri senza scrupoli sul resto del pianeta. Hanno parlato di ripresa ma non è così, è una ripresa 'drogata' dal metadone di inutili Qe che sono acqua di irrigazione per campi non coltivati.

EUROPA: proviamo a definirla “casa nostra”, una vera ripresa non si è mai vista e non si intravede neanche, già il Qe è un’ammissione di sconfitta. La Germania è in affanno e come nella migliore delle tradizioni, sta contorcendosi su se stessa dopo avere maldestramente fagocitato un intero continente con manovre poco lungimiranti . L’economia della Germania si basa esclusivamente sulle esportazioni provocando uno squilibrio economico cui sopravvive solo grazie allo “scarico” dei crediti spazzatura sugli altri paesi dell’Eurozona (esattamente come fa l’America col resto del mondo).

Ora che la Cina e gli altri paesi emergenti non trainano più facendo crollare le esportazioni, inevitabilmente (noi lo prevedemmo circa sei mesi fa) dal 20 luglio la Borsa di Francoforte è la peggiore di tutta l’Eurozona. 

Viene voglia di continuare con la lista delle anomalie che gridiamo da mesi contro la faccia di chi ha sostenuto con protervia  che tutto questo non sarebbe mai accaduto, e verrebbe anche voglia di non spiegare loro il perché, ma abbiamo il dovere di fare cronaca per far comprendere a tutti..

Prima di tutto, è bene ricordare che il Mercato non si è mai autoregolato, la tendenza di un mercato finanziarizzato come quello attuale tende solo a preoccuparsi di fare profitto ad ogni costo finendo inevitabilmente col l’autodistruzione e con la distruzione del tessuto economico che lo ospita.

In seconda analisi, 'drogare' il mercato con Qe in un’economia disordinata e orfana di indirizzi negli impieghi e con un’adeguata cornice normativa che li regoli, non serve a nulla (irrigare campi non coltivati). I capitali non raggiungono l’economia reale (per stimolare consumi e produzione di beni e servizi), ma saranno preda di impieghi finanziari (economia virtuale) causando i disastri noti.

Terzo: l’assenza di meccanismi di redistribuzione della ricchezza prodotta, impediscono ogni speranza di ripartenza del sistema economico. Per un Sistema economico, avere alcuni miliardari in più non serve a niente; destineranno quote crescenti di reddito all’accumulo o ad impieghi finanziari togliendoli agli investimenti ed ai consumi, e quindi all’economia reale; ben diverso è avere centinaia di migliaia di lavoratori con una busta paga più pesante, che spenderanno stimolando i consumi e quindi la produzione di beni e servizi. A parte i fattori di equità e giustizia, è un fatto di convenienza per l’intero Sistema.

In conclusione, stiamo andando incontro all’ennesima crisi, i capitali sono sempre gli stessi, non si perdono, ma si concentrano su micro masse di potenti scaricando il peso si masse sempre più ampie di “deboli”. La crisi cambierà aspetto in continuazione spostando il capitale verso destinazioni improduttive e si andrà avanti fino all’emarginazione totale di milioni di persone verso aree geografiche depresse e inaridite. La politica riprenda il suo ruolo, è urgente per tutti! 

 Seguici su Facebook e Twitter
autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]