Francia, spari nel campo nomadi: morti gendarme e bambino

26 agosto 2015, Americo Mascarucci
Un regolamento di conti, sarebbe questo il motivo alla base della sparatoria avvenuta a Roye, nel nord della Francia in un campo nomadi. 

Francia, spari nel campo nomadi: morti gendarme e bambino
Quattro persone sono morte,
mentre altre tre sono rimaste ferite in modo molto grave. Le vittime sarebbero un uomo, una donna, un bambino ed un gendarme, un altro bambino è rimasto ferito, così come un agente e la persona che ha aperto il fuoco. Tutto come detto lascerebbe presupporre che si sia trattato di un regolamento di conti fra nomadi per cause in corso d’accertamento. 

Secondo la ricostruzione dei media locali, subito dopo aver udito i primi spari provenienti dal campo, alcuni gendarmi che erano in zona si sono precipitati sul posto tentando di fermare l’assalitore che per tutta risposta ha sparato anche all’indirizzo degli agenti ferendone due in modo grave, uno dei quali è poi deceduto. Nel conflitto a fuoco con la Gendarmeria però anche l’uomo sarebbe stato colpito da un proiettile. 
Per uno dei due agenti feriti non c’è stato purtroppo nulla da fare, trasportato d’urgenza in ospedale insieme al collega è spirato poco dopo l’arrivo. L’altro è gravemente ferito, così come lo è l’assalitore piantonato in ospedale dalla Polizia. 

Intanto nel campo nomadi la tensione è alle stelle ancora di più dopo che, per ragioni di sicurezza, l’area è stata praticamente recintata da un cordone di gendarmi e presidiata giorno e notte anche con l’impiego di elicotteri che sorvolano ripetutamente la zona. Si temono vendette e nuovi regolamenti di conti. 

Ma come si sa i nomadi non amano troppo le attenzioni e così lo spiegamento di forze dell’ordine intorno al campo e la presenza fissa delle troupe televisive accorse lì per documentare la vicenda e raccogliere le reazioni della gente, ha dato vita a nuovi momenti di tensione. Alcuni giovani nomadi si sono infatti scagliati contro i giornalisti presenti, insultandoli ed aggredendoli, fino a costringerli ad uscire dal perimetro del campo.  

Anche l’ospedale dove sono ricoverati i feriti, fra cui un bambino ridotto quasi in fin di vita, è costantemente presidiato dai gendarmi che controllano scrupolosamente l’ingresso dei visitatori. Si teme un afflusso eccessivo di parenti delle vittime e dei feriti e a tale scopo è stata anche evacuata la sala d’aspetto.  Una vicenda che nella sua tragicità non ha ovviamente mancato di rinfocolare la polemica sulla presenza dei campi nomadi nelle periferie delle città anche se, come detto, il regolamento di conti sarebbe tutto interno alla comunità rom per ragioni non ancora del tutto chiarite. 

E’ chiaro che quanto avvenuto renderà inevitabile l’adozione di provvedimenti rivolti a scongiurare da un lato una possibile vendetta da parte dei parenti delle vittime e dall’altro a ripristinare la sicurezza in una zona messa sotto choc da quanto avvenuto. 

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