Meeting di Rimini, Paolo Ferrero: "Con Renzi Cl applaude al nuovo Berlusconi"

26 agosto 2015, Andrea De Angelis
"Dal punto di vista della loro impostazione non cambia nulla, sono rimasti sullo stesso impianto. A cambiare sono le forze politiche, con il Pd che è diventato di centrodestra e il centrodestra mutato in destra estrema". Così Paolo Ferrero ha commentato su IntelligoNews gli applausi di Rimini per Matteo Renzi. 
Secondo il segretario di Rifondazione Comunista il premier, che non ha parlato di unioni gay, saprà evitare un autunno caldo sui temi etici: "Renzi sarà moderatissimo, disponibile a qualsiasi compromesso, non usciranno i matrimoni per chiunque voglia sposarsi in Italia".

Meeting di Rimini, Paolo Ferrero: 'Con Renzi Cl applaude al nuovo Berlusconi'
Questo meeting è sembrato diverso rispetto a quelli degli altri anni, vuoi per le assenze pesanti dei vari Lupi, Formigoni e Mauro, vuoi per gli applausi a Renzi che lo scorso anno non si presentò a Rimini...

«Credo che questo sia il frutto di due elementi. Da un lato c'è Renzi il quale ha detto che in Italia si sono persi vent'anni con il berlusconismo. Dunque lui, per risparmiare tempo, ha preso il posto di Berlusconi con Cl che applaude a un Pd che non è più un partito di sinistra, segretario compreso. Quindi c'è una forte sintonia con l'idea di distruzione del welfare e costruzione di una sussidiarietà con il privato sociale». 

Il secondo elemento?

«La destra dove, anche grazie all'azione di Renzi e di certi giornali come La Repubblica che hanno sdoganato e amplificato molto fortemente Salvini, la leadership è perlomeno contesa e c'è un profilo che tende ad essere schiacciato su posizioni razziste e naziste. Così per Cl avere la stessa adesione, la stessa superficie di contatto che aveva prima con il centrodestra è chiaramente molto difficile». 

Se il centrodestra si allontana dalla Dottrina sociale della Chiesa cattolica, anche Cl deve allontanarsi da esso?

«Io sto dicendo che Renzi è andato a destra e che il centrodestra si è spaccato, con un pezzo che è impresentabile per chiunque, non solo a Rimini, salvo per quelli che lo vogliono gonfiare per elevarlo ad avversario. Questi due fenomeni producono il fatto che Cl si trovi benissimo con Renzi, non avrebbe ragione di stare da un'altra parte. Non parlerei però di Dottrina sociale della Chiesa, perché secondo me il Papa è molto, ma molto più avanzato di Renzi e Cl. Il Papa pone problemi seri, mentre loro si pongono il problema di gestire la povertà per i propri affari».

Dunque cosa significa in concreto per Comunione e Liberazione puntare su Renzi?

«Dal punto di vista della loro impostazione non cambia nulla, sono rimasti sullo stesso impianto. A cambiare sono le forze politiche, con il Pd che è diventato di centrodestra e il centrodestra mutato in destra estrema». 

Prova un po' di nostalgia per quando andava Bersani a Rimini, con attese e contenuti diversi?

«No, perché in realtà c'era un fortissimo elemento di ambiguità che semplicemente Renzi ha sciolto. Le politiche fatte dal centrosinistra in questi anni hanno comunque lavorato a ridurre lo stato sociale. Le più grandi privatizzazioni nel Paese le ha fatte D'Alema, così come la guerra nella ex Jugoslavia. Almeno ora le cose sono chiare: destra estrema nazistoide, un centro cattolico moderato, ma non solo cattolico, direi liberale, e poi ci siamo noi al lavoro per costruire la sinistra. Una sinistra che con il Pd non c'entra più niente».

Qualcuno si aspettava da Renzi un intervento sulle unioni gay, anche se di questo a Rimini ha parlato il giorno prima Delrio. C'è il rischio che gli applausi del meeting si trasformino in una nuova piazza San Giovanni, in un autunno caldo per Renzi, specie nei suoi rapporti con Ncd?

«Questo è possibile, ma non penso che sarà questo il nodo fondamentale. Renzi sarà moderatissimo, disponibile a qualsiasi compromesso, non usciranno i matrimoni per chiunque voglia sposarsi in Italia. Non credo che questo sia un fronte significativo per il Governo».

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