L'accordo WhatsApp-Facebook che mette a rischio la privacy social

26 agosto 2016 ore 7:55, Andrea Barcariol
Nell'epoca dei social network la privacy è sempre più a rischio. Da oggi lo sarà ancora di più dopo la decisione di WhatsApp di rivedere le proprie regole. Due le novità: consentire alle imprese di contattare direttamente i propri utenti; condividere alcuni dati degli utenti stessi con la capogruppo Facebook. La novità è annunciata nel blog ufficiale dove il servizio di messaggistica informa su un importante aggiornamento dei termini che regolano la privacy. Ed è proprio la privacy a preoccupare gli utenti che dovranno rassegnarsi all'idea di questo ''scambio'' di informazioni tra le due piattaforme che si sono fuse nel 2014 con l'acquisto da parte di Zuckerberg per la bellezza di 19 miliardi di dollari.
L'azienda spiega in realtà che i numeri di telefono saranno collegati con i sistemi di Facebook, senza però essere forniti alla società di Menlo Park. Questo affinché il social network possa offrire "migliori suggerimenti di amici" e "inserzioni più pertinenti". Però, rassicura: "Nulla di ciò che gli utenti condividono su WhatsApp, compresi i messaggi, le foto, e le informazioni dell'account, sarà pubblicato su Facebook o su altre applicazioni del nostro gruppo di applicazioni per essere visto da altri, e nulla di ciò che viene pubblicato su queste applicazioni sarà condiviso su WhatsApp per essere visto da altri".

L'accordo WhatsApp-Facebook che mette a rischio la privacy social
La app di messaggistica ha fornito qualche esempio per comprendere le novità introdotte: si potranno ricevere "informazioni dalla banca in merito a transazioni potenzialmente fraudolente o le notifiche delle compagnie aeree sui voli in ritardo". Proprio per questo motivo WhatsApp ha deciso di testare queste funzionalità nei prossimi mesi.
Privacy dunque costantemente sotto attacco, anche alla luce di quanto scoperto poche settimane fa: su WhatsApp infatti le conversazioni rimosse non vengono eliminate definitivamente. Il ricercatore Jonathan Zdziarski, esperto di sicurezza su iOS, ha fatto una serie di test su un iPhone e studiato i backup locali e remoti ed è emerso che pezzi di testo (le cosiddette “tracce forensi”) restano nel database dell’app anche dopo l’eliminazione. Software pensati ad hoc sono in grado di recuperare anche intere chattate che magari, per questioni di lavoro o di amore, sono state velocemente rimosse. Zdziarski ha spiegato che il problema risiede nel database che WhatsApp usa per gestire la cancellazione di testi e immagini. SQLite infatti non rimuove istantaneamente gli elementi ma li inserisce in una lista rendendoli sovrascrivibili: soltanto quando al loro posto vengono “salvati” nuovi messaggi, quelli archiviati saranno cancellati.


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